Dopo 18 anni dall’attivazione dei servizi relativi al progetto Sprar, la cooperativa Karibu passa la mano. E’ quanto emerge dalla conclusione della procedura di selezione ad evidenza pubblica per l’individuazione di un soggetto partner e gestore per l’organizzazione e gestione di un progetto territoriale di accoglienza integrata aderente al Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, realizzata nelle scorse settimane dalla Stazione Appaltante di cui fa parte Sezze. Due le domande presentate su una base d’asta di quasi 900mila euro, quella della cooperativa Karibu e quella della cooperativa Arteinsieme, con sede legale ad Itri. L’offerta economicamente più vantaggiosa, al momento dell’apertura delle buste, era quella della società setina, che però aveva ottenuto, sia nella valutazione dell’offerta tecnica che in quella economica, un punteggio superiore ai quattro quinti dei punteggi massimi posti dal bando di gara, integrando la fattispecie dell’anomalia dell’offerta, con la conseguente necessità di procedere a verifica di congruità dell’offerta nei modi e termini di legge. Proprio queste verifiche, relative alle spiegazioni sul prezzo e sui costi proposti nell’offerta sulla base di un giudizio tecnico sulla congruità, serietà, sostenibilità e realizzabilità della stessa e, in un secondo momento, sulle precisazioni in ordine all’importo degli oneri per la sicurezza aziendale, hanno spinto il responsabile del procedimento amministrativo e la commissione esaminatrice del bando ad esclude la cooperativa Karibu, ufficialmente per “irragionevole computazione degli oneri per la sicurezza aziendale”. Nello stesso contesto, lo scorso 11 febbraio, si è deciso di formulare la proposta di aggiudicazione in favore della “Arteinsieme” cooperativa sociale, che aveva presentato un’offerta tecnica e del ribasso del 100% sulla quota di cofinanziamento comunale. Un vero e proprio colpo di scena, soprattutto se si considera che nella prima valutazione delle due offerte presentate la cooperativa sociale Karibu aveva ottenuto un punteggio complessivo di 94,987, mentre la cooperativa sociale con sede ad Itri si era fermata ad un punteggio finale di 59,86. Le successive verifiche, come detto, hanno però portato all’estromissione della vincitrice del bando e all’assegnazione all’altra cooperativa che, in un secondo momento, ha prodotto i documenti necessari per l’assegnazione definitiva, la regolarità contributiva e l’assenza di giudicati e carichi pendenti ostativi a contrarre con la pubblica amministrazione nei confronti dei responsabili.
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