Potrebbe diventare un vero e proprio caso, di natura politica e amministrativa, la decisione dell’amministrazione comunale di effettuare un taglio, apparentemente ingiustificato, degli alberi che si trovavano all’interno dei giardinetti di Sezze scalo, su via Calabria a ridosso di Piazzale delle Regioni. L’intervento, realizzato alla fine della scorsa settimana, aveva lasciato perplessi diversi residenti e frequentatori del piccolo parco, che non riuscivano a comprendere per quale motivo si fosse ricorso al taglio netto delle piante presenti. La questione, sollevata in un secondo momento anche sui Social, ha ottenuto l’interesse delle forze di minoranza che compongono il consiglio comunale, che lunedì mattina hanno deciso di chiedere spiegazioni in via ufficiale, protocollando una nota di richiesta di accesso agli atti amministrativi. Il documento, sottoscritto da Rita Palombi, Eleonora Contento, Serafino Di Palma, Giovanni Moraldo e Paride Martella in qualità di consiglieri espressioni dei raggruppamenti SezzeBeneComune e il Biancoleone, chiede di poter estrarre copia dei documenti relativi al progetto di parcheggio a raso di Piazza delle Regioni a Sezze Scalo, oltre all’atto relativo alla proprietà dell’area e una copia della determinazione di ogni atto utile alla ricostruzione del procedimento amministrativo adottato per il taglio degli alberi. La nota, protocollata nell’apposito ufficio comunale, è stata indirizzata al responsabile dei Lavori Pubblici (senza specificare se si tratti di un dipendente comunale o dell’assessore preposto), al sindaco, alla segretaria comunale, ma anche al Comando dei Carabinieri, nell’eventualità, tramite il lavoro degli uomini dell’ex Corpo Forestale dello Stato, ch si possa risalire anche a reati commessi in ambito ambientale e nella ipotizzabile mancata tutela del verde pubblico. Bocche cucite, per il momento, da parte dell’ente, ma sempre lunedì mattina voci di corridoio parlavano di qualche malumore all’interno della maggioranza, inequivocabile segnale che forse non tutti erano a conoscenza di questa scelta su un’area che nel passato era stata interessata da un progetto per la realizzazione di un parcheggio, poi abbandonato dallo stesso ente. Le minoranze hanno naturalmente posto delle condizioni sulla richiesta, tra le quali una risposta entro trenta giorni dalla presentazione, con l’eventualità che si decida di ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale per dirimere l’intricata questione e per capire per quale motivo quegli alberi siano stati abbattuti.
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