E’ tutto da rifare per quanto riguarda i lavori di messa in sicurezza del plesso scolastico che ospita la “Valerio Flacco”, in via Bari a Sezze scalo. E’ quanto emerge da una determina del settore Servizi Lavori Pubblici ed Edilizia Privata, che spiega nel dettaglio lo stato in cui si trova l’edificio, da anni ormai in attesa di interventi di carattere strutturale. Un autentico calvario per chi da tempo spera di risolvere questo annoso problema, iniziato quando l’ente ha inserito, nell’ambito del Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2016/2018 e nell’elenco dei lavori per l’anno 2016, la realizzazione di lavori di manutenzione e messa in sicurezza di tre edifici scolastici, quello di San Bartolomeo, quello di Crocemoschitto e il “Valerio Flacco”, con un importo complessivo di 219mila euro, cento dei quali per l’edificio dello scalo. A progetto approvato e a lavori assegnati e iniziati, però, ci si è accorti (il 12 dicembre 2017) che c’era una situazione di degrado nella parte del solaio in cui si sarebbero dovute eseguire le opere, una serie di infiltrazioni che avrebbero inevitabilmente compromesso i nuovi interventi. Da qui la decisione di sospendere gli stessi lavori e di avviare ulteriori indagini che, in pratica, sono durate un anno intero, se si considera che il 30 novembre 2018 veniva convocato un incontro tra i soggetti interessati ai lavori, i quali con successivo verbale di sopralluogo comunicavano la necessità di effettuare una prova di carico sul solaio interessato dai lavori per verificarne la stabilità, prima di realizzare l’intervento approvato. Da qui la decisione dell’ente di dover nuovamente intervenire per poter autorizzare la variante proposta dal direttore dei lavori, con la necessità di verificare lo stato attuale dell’area e individuare le cause che hanno comportato la situazione di degrado strutturale della porzione di solaio interessata dalle opere da realizzare. Una situazione particolarmente complicata che, in considerazione del fatto che l’Ufficio Tecnico del Comune di Sezze non riesce ad occuparsi di questa pratica, ha costretto l’ente a ricorrere a personale esterno, ad un tecnico abilitato che dovrà occuparsi della stesura di una relazione con relativa individuazione dell’eventuale intervento migliorativo dello stato del solaio. Una spesa minima per il tecnico che dovrà occuparsene, ma un’autentica beffa per chi da anni combatte affinché questi interventi vengano realizzati e si restituisca dignità all’edificio.
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Francesca Leonoro







