“Avrei sicuramente voluto rispondere in maniera diversa a questa interrogazione, spiegando al consiglio che il finanziamento richiesto era stato concesso, ma così non è stato e l’unica cosa che posso ipotizzare è che la Regione abbia deciso di assegnare questi fondi per evitare il dissesto a Comuni che stanno peggio del nostro”. Prova a vedere il bicchiere mezzo pieno Sergio Di Raimo, che lunedì è stato chiamato a rispondere ad una interrogazione presentata dai consiglieri de Il Biancoleone, Paride Martella e Serafino Di Palma, sulla decisione della Pisana di non concedere fondi al Comune di Sezze, che aveva chiesto espressamente 1,5 milioni di euro per uscire dalla fase delicata che stanno affrontando le casse dell’ente. Una richiesta che, però, non è andata a buon fine, tanto da convincere le minoranze a chiedere lumi sulla vicenda e spiegazioni circa il mancato finanziamento. Il sindaco, battute a parte, ha potuto solo ipotizzare i motivi per i quali da Roma non sono arrivati i soldi richiesti, parlando, in assenza di documenti ufficiali che attestano le motivazioni della Pisana di non concedere il finanziamento (arrivato invece ai Comuni di Priverno e Cori), dell’eventualità che Sezze rispettasse solo uno dei 4 requisiti richiesti per ottenere soldi, quello relativo all’anticipazione di cassa, pratica alla quale l’ente ricorre da anni. Diverso il discorso sul disavanzo di amministrazione (che a Sezze si è verificato solo nel 2017 e nel 2018), sui debiti fuori Bilancio (che l’ente ha riconosciuto solo nell’anno 2018 e non prima) e sul disequilibrio strutturale. Questi, secondo il primo cittadino, i motivi per i quali dalla Regione il finanziamento non è arrivato. Il primo cittadino, però, non si è abbattuto, rilanciando l’azione dell’amministrazione nel cercare di risolvere questo problema, sul quale Di Raimo ha comunque ammesso: “Il problema c’è e questa amministrazione non lo ha mai nascosto. Ora ci rimboccheremo le maniche per risolverlo”. Diversa la replica delle minoranze che avevano presentato l’interrogazione, secondo le quali la cifra richiesta dall’ente era troppo alta e, probabilmente, la Regione ha deciso di non assegnare il finanziamento in considerazione del fatto che ormai il Comune si troverebbe ad un passo dal dissesto finanziario.
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