Proseguono gli appuntamenti con la prosa della stagione del Teatro Comunale di Priverno “Tutto il mondo è teatro”, promossa e sostenuta da A.T.C.L., il Circuito Multidisciplinare di promozione, distribuzione e formazione del pubblico per lo spettacolo dal vivo nella Regione Lazio, con la collaborazione del Comune di Priverno e la direzione artistica di Titta Ceccano e Julia Borretti della compagnia Matutateatro. Oggi alle 21 andrà in scena lo spettacolo “In nome del padre”, di e con Mario Perrotta, con la consulenza alla drammaturgia di Massimo Recalcati, e la produzione del Teatro Stabile di Bolzano. Lo spettacolo arriva a Priverno dopo il debutto prima di Natale al Piccolo Teatro Studio di Milano che ha già fatto registrare un successo di pubblico e critica. Interamente scritto e diretto da Perrotta, “In nome del padre” nasce da un intenso confronto con lo psicanalista Massimo Recalcati, che alle relazioni familiari ha dedicato gran parte del suo lavoro ed è la prima parte di un progetto più complesso e articolato, una trilogia “padre – madre – figlio” che il drammaturgo, regista e attore intende realizzare nei prossimi anni, come si legge nelle note di regia «Partirò dall’oggi, dallo stravolgimento delle figure di “padre – madre – figlio” che il nuovo millennio ha portato con sé, per spogliarli progressivamente del quotidiano e riportarli, nudi, all’essenza delle loro relazioni. Uno sguardo sul presente, il mio presente, per indagare quanto profonda e duratura è la mutazione delle famiglie millennials e quanto di universale, eterno, resta ancora». Lo spettacolo “In nome del padre” vede Perrotta interpretare tre padri, diversissimi tra loro per estrazione sociale, provenienza geografica, condizione lavorativa. A distinguerli sono soltanto gli abiti, il dialetto o l’inflessione, i corpi ora mesti, ora grassi, ora tirati e severi. Sulla scena li sorprendiamo ridicoli, in piena crisi di fronte al “mestiere più difficile del mondo”. Tutti e tre sono di fronte a un muro che li separa dai figli, ognuno il suo. «I figli adolescenti sono gli interlocutori disconnessi di questi dialoghi mancati, l’orizzonte comune dei tre padri che, a forza di sbattere i denti sullo stesso muro, smussano le loro differenze per ricomporsi in un’unica figura, senza più tratti distintivi se non le labbra rotte, incapaci di altre parole, circondate dal silenzio, l’unica cosa che resta, insieme ai resti del padre» si legge nelle note di regia. Uno spettacolo intenso che mette in luce le grandi capacità espressive dell’attore e porta sulla scena intime riflessioni sulla figura tradizionale della paternità. Biglietto: € 15, ridotto € 12. E’ consigliata la prenotazione al numero 3286115020.
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