Niente da fare per i beni che l’amministrazione comunale di Sezze aveva considerato alienabili e sui quali aveva deciso di indire un’asta pubblica. L’avviso, realizzato tramite una deliberazione del settore VI (Servizi del Patrimonio), inizialmente aveva fissato al 15 ottobre la scadenza per la presentazione delle offerte, ma poi lo stesso ufficio aveva deciso di prorogarla, al 13 dicembre per la presentazione e al 18 dello stesso mese per l’apertura delle buste, ritenendo opportuno per il buon fine dell’alienazione avviare il procedimento di verifica di interesse culturale sugli stessi immobili da parte del Mibact e chiedendo contestualmente alla Soprintendenza, qualora la verifica avesse esito positivo, di manifestare eventuale diritto di prelazione in merito. Ma al momento di iniziare a valutare le proposte avanzate per l’acquisizione dei tre beni, l’ex Mattatoio, l’attuale ufficio delle Poste in centro e gli ex uffici dell’Azienda Sanitaria Locale, i responsabili del procedimento non hanno trovato alcuna proposta e sono stati costretti ad annullare l’asta pubblica perché andata deserta. Un buco nell’acqua per l’ente, che perde così l’opportunità di ritrovarsi con quasi un milione di euro nelle proprie casse, 927mila per la precisione, e con dei beni che adesso resteranno nella lista di quelli alienabili. Difficile, se non impossibile, che si riprovi a venderli con un’asta pubblica. Tra i tre quello più appetibile era considerato l’attuale stabile che ospita l’ufficio delle Poste in piazza De Magistris, mentre era da subito sembrato complesso vendere gli altri due, quello di viale dei Cappuccini ancora sotto sequestro, diroccato e, a quanto risulta, attualmente inagibile e quello dell’ex mattatoio, affidato ad un’associazione.
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