Piano comunale di Protezione Civile? Non ci siamo proprio. E’ quanto sostiene in una nota il movimento politico Progetto per Sezze, che spiega nel dettaglio quali siano le mancanze dell’ente in ambito di emergenze dopo le calamità naturali, come quella che recentemente ha interessato la città: “Elaborando il problema e studiando il Piano di Emergenza Comunale – si legge nella nota – alcuni interrogativi ci sorgono spontanei: dal piano si evince che il Comune dovrebbe fare formazione e informazione alla popolazione residente, comprese le scuole, anche tramite un’esercitazione che il piano riporta dettagliatamente, in più si parla anche di una manutenzione dei canali, in particolare quello del ponte dei Casali. Sono mai state fatte? Sono state fatte le relative verifiche periodiche di eventuali ostruzioni? A quanto ci risulta non sono state fatte”. Le attenzione del movimento politico, poi, si concentrano sulla necessità di realizzare uno studio geologico strutturale di elevato dettaglio per messa in sicurezza di via Ninfina, le Coste di Sezze: “E’ la stessa amministrazione che lo ritiene urgente e non rimandabile in quanto giudica la situazione estremamente pericolosa. Allora perché non viene fatta? Questi – conclude la nota – sono alcuni esempi di pianificazione non rispettate che ci portano a dire che senza prevenzione potrebbero crearsi seri problemi ai quali vi saranno le solite lacrime di coccodrillo ed espressioni di solidarietà, come avvenuto per la tromba d’aria. Tra un dissesto economico che l’amministrazione si vanta di aver prodotto, un dissesto sociale sotto gli occhi di tutti, un dissesto idrogeologico denunciato dalla stessa amministrazione tramite questo piano che rimangono, però, lettera morta potremmo concludere che forse, alla fine, abbiamo anche un dissesto di amministrazione”.
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