Mancava solo una parola per rendere definitivi una serie di concetti che il primo cittadino ha enunciato nel corso del consiglio comunale di venerdì scorso: dissesto, default per gli anglofoni. E’ stata questa la sensazione che ha pervaso l’aula consiliare nel corso di una riunione utile a ratificare la terza variazione di Bilancio, ma che è stata l’occasione per andare più a fondo alla situazione finanziaria delle casse dell’ente, alle prese con problemi che si registrano in altri Comuni, non prerogativa di Sezze, ma che sulla città più grande del Lepini, evidentemente, hanno un peso specifico differente. Il sindaco, dopo anni di tentennamenti della sua e della precedente consiliatura, ha deciso di non nascondersi, ma nonostante non abbia pronunciato quella parola, si è capito che la situazione è grave, tanto da iniziare a valutare eventualità che forse sono impopolari ma che potrebbero davvero far realizzare quell’auspicato cambio di passo che nelle ultime settimane il primo cittadino ha invocato quasi come un mantra. A sostegno delle teorie di Sergio Di Raimo sono arrivati anche due interventi, oltretutto di componenti del consiglio comunale avvezzi alla materia dei conti finanziari dell’ente, che hanno dato una portata definitiva al problema. Bernasconi, a nome del Partito Democratico, ha apprezzato l’intervento del primo cittadino, la sua onestà intellettuale nell’ammettere che il problema esiste e che va risolto al più presto. Decisamente più incisiva, invece, la posizione di Francesca Barbati, che ha fatto un passo in avanti arrivando anche a proporre una soluzione che, come detto, magari rischia di essere impopolare, ma che certifica la necessità di interventi concreti, non più rivolti ad un generico recupero dei crediti incagliati e lotta agli evasori. La proposta dell’esponente della lista Sezze Protagonista con Di Raimo, infatti, è stata quella di affidarsi all’Agenzia delle Entrata e delle Riscossioni. Un mezzo incisivo e allo stesso tempo definitivo, per stessa ammissione del consigliere di maggioranza, ma che potrebbe evitare scenari più complessi, come già ipotizzabili, tra i quali un disavanzo di amministrazione che sarà sancito tra qualche mese e che dovrebbe sfiorare il milione di euro ed il ricorso al fondo straordinario di cassa che dovrebbe superare abbondantemente i 3 milioni. Numeri che fanno tremare i polsi, ma che finalmente l’amministrazione non nasconde, prendendosi le responsabilità di mettere in opera azioni di recupero per salvare il futuro della città.
Leggi sullo stesso argomento
LATINA | Bando regionale reti d’impresa, Confartigianato: “Dalla regione una spinta per commercio e artigianato”
LATINA | Al via la campagna di prevenzione contro le arbovirosi: informazione nelle scuole e nelle case dei cittadini
APRILIA | L’Associazione Nazionale Carabinieri ricorda il 5 maggio 2012 e ringrazia la comunità di Ponte San Nicolò





Devi effettuare l'accesso per postare un commento.