I rischi di pre-dissesto, di dissesto e di default in generale da parte del Comune di Sezze si concretizzano nella decisione che l’ente ha preso nei giorni scorsi circa l’ipotesi di presentare alla Regione Lazio la richiesta di accedere ai fondi destinati agli enti locali alle prese con oggettive difficoltà di far quadrare i conti. La procedura della Pisana prevedeva che i Comuni interessati presentassero la richiesta, completa di documentazione che attestasse lo stato di crisi economico-finanziaria entro lo scorso 5 dicembre, precisando anche quanto si richiedeva. Sezze, stando a quanto si è appreso, ha presentato la domanda alla Regione ed ha chiesto la cifra più alta possibile, 1,5 milioni di euro. Sentito sull’argomento, il sindaco Sergio Di Raimo ha spiegato che questa richiesta fa leva proprio sull’obiettivo della proposta regionale, quello cioè di aiutare concretamente i piccoli enti con somme che possano risolvere il problema. Il primo cittadino ha spiegato che la cifra richiesta sarebbe potuta essere inferiore, ma non avrebbe garantito la sicurezza di risolvere i problemi che attanagliano i conti dell’ente comunale. Da qui la decisione, come detto supportata da una serie di documenti che attestano il rischio di default, che è stata avanzata nei confronti dell’ente superiore. Le difficoltà economico-finanziarie del Comune di Sezze sono tornate prepotentemente di attualità negli ultimi mesi, con il sindaco e la stessa maggioranza che anche di recente hanno confermato che i problemi sono tanti e il rischio di dissesto, o di richiesta di pre-dissesto per continuare a governare ed evitare un commissariamento che a quel punto precluderebbe ogni margine di crescita e si limiterebbe all’ordinaria amministrazione fino a nuove elezioni, era ormai dietro l’angolo. Diversi i fattori che mettono in crisi i conti dell’ente, con alcuni costi che non si riescono a coprire soprattutto in relazione alla difficoltà oggettiva di riscuotere i tributi dai cittadini, che garantirebbero respiro alle casse e che invece si traducono in una sorta di boomerang per l’ente. Da qui anche l’ipotesi di ricorrere alla riscossione tramite l’Agenzia delle Entrate, ma anche in quel caso i problemi resterebbero, basti pensare che il prossimo bilancio potrebbe essere approvato con un disavanzo di amministrazione di circa 900mila euro e il ricorso alle anticipazioni di cassa reiterato negli anni ha proprio spinto l’ente a presentare questa richiesta, che la Regione dovrà vagliare con attenzione.
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