Che fine hanno fatto le direttive del sindaco rivolte agli agenti della Polizia Locale di Sezze? E’ questa la domanda che in città sono molti a farsi, considerato che dei report che il primo cittadino Sergio Di Raimo aveva disposto nelle sue direttive non vi è traccia. 4 gli atti sottoscritti dal sindaco ed indirizzati alla Polizia Locale tramite uno strumento poco utilizzato ma previsto nel regolamento del Comune che serviva a dare priorità all’azione amministrativa ed all’attività gestionale degli uffici. L’unico che sembra finora attivo è quello del 16 marzo 2018, il primo in ordine di tempo, relativo al controllo delle regolarità degli spuntisti al mercato settimanale del sabato, che da report forniti garantirebbe un’entrata di 500 euro circa ogni settimana nelle casse del Comune, grazie agli agenti che controllano la regolarità delle spunte degli esercenti. Diverso il discorso per le altre tre direttive, a cominciare da quella del 14 maggio, nella quale il sindaco chiedeva al corpo di Polizia Municipale di Sezze di intensificare i controlli sui ciclomotori con marmitta irregolare e, soprattutto, sull’utilizzo dei caschi da parte dei motociclisti. In questo caso le richieste sono rimaste su carta, non avendo fornito ai vigili nemmeno le strumentazioni per attuare questa direttiva. Caso simile per la terza, relativa al corretto conferimento dei rifiuti sul territorio setino, altrettanto impossibile da realizzare a causa della vastità dello stesso territorio e dell’esiguo numero di uomini a disposizione della Polizia Locale. Rimasta sulla carta, infine, anche la quarta direttiva del sindaco Di Raimo, che prevedeva la presenza di almeno un operatore di Polizia Locale (oltretutto impossibile per la questione del contraddittorio) nei pressi delle scuole di Sezze Scalo in occasione dell’orario di entrata e di uscita degli studenti, oltre che a Corso della Repubblica in corrispondenza delle ore di punta. L’impossibilità di attuare questa direttiva è di natura strettamente logistica, con gli orari di presa in servizio degli agenti della Polizia Locale che in pratica coincidono con quelli di ingresso alla scuole da parte degli studenti. E, quindi, anche questa non si è potuta realizzare.
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