Un turbinio di emozioni hanno travolto la Vis Sezze e i suoi sostenitori, in un pomeriggio rigido e assolato di fine novembre. Sul campo “Superga” di Ciampino, i ragazzi allenati da mister Catanzani hanno lottato con gli artigli e con tutto l’orgoglio di cui possono fregiarsi, conquistando l’accesso agli ottavi di finale di Coppa Italia ma, più che altro, ottenendo una vittoria che potrebbe rischiarare di luce nuova il cammino che attende i leoni setini. Negli undici titolari scelti per affrontare una formazione gagliarda e fisica, seppur poco propositiva, si rivede Paccarié tra i pali, coperto da una difesa a quattro con Drogheo e Dell’Aguzzo esterni, mentre al centro Bucciarelli é affiancato da Caschera, a sostituire Formato; a centrocampo non si può prescindere da Dall’Armi, supportato da Compagno e Tomei; il tridente d’attacco comprende Carlini e G. Antonucci, con Sampaolo punta di diamante, al posto dell’assente Spila; in panchina figurano, esclusi i soli Micheli e Martelletta, ben sette under, ovvero Ceci (’99), Battisti (2000) e così Baicu, Marchionne, Piccaro, Mancini e Genovesi (tutti classe 2001). Può definirsi un match abulico, quello giocato tra le due formazioni in lotta per un posto agli ottavi di finale di Coppa Italia; sfiancante sul piano mentale e nervoso, per certi versi, altresì eccessivamente compassato e giocato con la naturale paura di spingersi troppo in là e cadere vittima della propria spavalderia. Eppure la Vis parte con il piglio giusto, quando dopo soli tre minuti, Sampaolo spedisce di un paio di centimetri a lato un colpo di testa che avrebbe meritato miglior sorte. Mentre la squadra di casa sta a guardare – un canovaccio che seguirà quasi alla lettera per l’intero arco della partita – ci pensa Dall’Armi a scuotere gli animi, con una velenosissima punizione al 16’ pt. Verso la metà della prima frazione di gioco, i rossoblù si adattano ai ritmi blandi e sonnacchiosi che il Santa Maria delle Mole contribuisce a imporre e si registrano soltanto un fiacco tiro da fuori area di Carlini e un calcio di punizione battuto centralmente da G. Antonucci, che non suscita il minimo pensiero all’estremo difensore avversario. Così il primo tempo scivola via, in un clima teso per la paura di sbagliare, con le due avversarie consapevoli che, giunte a questo punto, un solo errore potrebbe compromettere in modo definitivo il passaggio del turno. La ripresa si riaccende nel segno della Vis, con una pregevole iniziativa di Carlini che, al 3’ st, pennella un cross fulgido come un arcobaleno per l’accorrente Dell’Aguzzo, che prova a distendersi in scivolata, non riuscendo a impattare con la sfera per una questione di millimetri. Ed ecco, tra il 19’ st e il 23’ st, spalancarsi per la Vis le porte dell’inferno: Dall’Armi viene prima ammonito per una trattenuta, in occasione di una pericolosa ripartenza avversaria, e poi espulso, dopo aver ricevuto il secondo giallo, per motivi del tutto incompresi. Con un uomo in meno, la situazione per i ragazzi di mister Catanzani dovrebbe, almeno sulla carta, precipitare. Invece i setini si compattano, Piccaro prende il posto di Carlini al 27’ st e il timido – seppur ben organizzato – Santa Maria delle Mole, non pare trovare la strada giusta per sfondare la difesa rossoblù. Il match resta bloccato e indirizzato verso i calci di rigore, ma al 44’ st G. Antonucci spinge via i suoi compagni dall’orlo del baratro e rilancia la cavalcata in Coppa della Vis: pallonetto delicato e sinuoso, palla in rete e tripudio rossoblù. L’inferno é ormai lontano, mentre si spalancano le porte del paradiso. Colpita al cuore, la formazione di casa non riesce a reagire, confermando lo scarso appeal offensivo esternato per tutto il corso del match. La Vis si aggiudica una vittoria a suo modo eclatante, ottenuta con concentrazione e coraggio, caparbietà e spirito di squadra. Si, la Vis oggi ha dimostrato – come se ce ne fosse ulteriormente bisogno – di essere una grande squadra. I rossoblù marciano verso gli ottavi di finale di Coppa Italia. Degni e valorosi fautori di un successo che vale ben più di una semplice qualificazione.
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