Si infiamma la questione legata all’ipotizzata esternalizzazione del servizio riscossione tributi del Comune di Sezze. Lunedì mattina, come anticipato, gli esponenti delle minoranze consiliari (Paride Martella, Serafino Di Palma e Giovanni Moraldo de Il Biancoleone, Rita Palombi ed Eleonora Contento del gruppo di SezzeBeneComune) hanno protocollato una richiesta indirizzata al sindaco Di Raimo e al presidente del consiglio Enzo Eramo per la convocazione di un consiglio comunale con un solo punto all’ordine del giorno, quello relativo alla delibera 128 del 10 agosto scorso licenziata dalla giunta comunale, nella quale si approvavano gli atti di indirizzo dell’esecutivo per studiare sistemi alternativi in ambito di riscossione dei tributi, con l’eventualità che questo servizio, alla luce delle carenze di personale degli uffici comunali e della difficoltà oggettiva della Servizi Pubblici Locali Sezze, potesse essere affidato ad una o più società esterne. Un freno a questa ipotesi era stato dato, prima che scoppiasse il caso di Pontinia, proprio da uno dei firmatari di questa richiesta, Serafino Di Palma, che nel corso dell’ultimo question time aveva sollevato la questione, temendo che le intenzioni dell’amministrazione comunale potessero portare il Comune in una situazione simile a quella vissuta nella precedente consiliatura con la A&G, la società inizialmente incaricata di redigere un semplice database degli immobili del territorio setino ma che poi ha chiesto che gli venissero riconosciuti gli aggi delle riscossioni dei tributi, citando in giudizio l’ente per oltre 4 milioni di euro. A rispondere alle domande del consigliere di opposizione era stato lo stesso sindaco, che si sentiva di rassicurare il consiglio sull’operazione che l’ente aveva intenzione di realizzare. Ma in quel momento nulla si sapeva di Pontinia e il coinvolgimento di Daniela Falso, ex segretaria comunale di Pontinia ed attualmente con il medesimo incarico a Sezze, ha fatto modificare la percezione di rischio, tanto da spingere prima SezzeBeneComune alla richiesta formale al sindaco di rimuovere il segretario, poi a quest’ultimo documento, un consiglio comunale ad hoc. Nella nota la questione segretario non è nemmeno sfiorata, ma tra le righe, con le richieste di audizione dell’ideatore della delibera “incriminata”, del proponente della stessa e del suo estensore, si comprende benissimo in che territorio la minoranza abbia intenzione di portare il sindaco, che finora sulla vicenda non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale.
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