Proseguono le iniziative dei cittadini e delle istituzioni locali per evitare il depotenziamento, o nel peggiore dei casi la chiusura, dei Punti di Primo Intervento entro il 31 dicembre 2018, come stabilito da un Decreto Ministeriale. Nonostante le rassicurazioni degli esponenti politici, l’attenzione resta alta, soprattutto da parte di quei cittadini che non accettano questo ulteriore taglio al comparto sanitario, che potrebbe essere davvero il punto di non ritorno per la tutela della salute. Tra questi cittadini spiccano i gruppi che hanno deciso di costituirsi per affrontare questa battaglia per salvare la sanità. E tra loro un posto d’onore se lo prende il gruppo spontaneo sorto a Sezze e già particolarmente attivo. Dopo un incontro pubblico particolarmente partecipato, gli esponenti del gruppo “SOS Punto Primo Intervento Sezze”, così hanno deciso di chiamarlo, si sono messi in moto per raccogliere le firme necessarie a lanciare un messaggio nei confronti dell’intera classe politica, tra i banchi della Regione Lazio soprattutto, ma anche all’Azienda Sanitaria Locale, che dovrà porre rimedio a questa situazione con l’ipotesi di spostare tutto di un anno, quindi al 31 dicembre 2019. L’opera del comitato, però, è proseguita nonostante le rassicurazioni di turno e le firme raccolte si avvicinano alle 5.000, un numero ragguardevole se si considerano le difficoltà oggettive in ambito logistico. Altrettanto importanti i numeri raggiunti dalla locale sezione del partito Noi con Salvini, che ha raccolto finora circa 1.500 firme a sostegno della mozione presentata in Regione da Angelo Tripodi: “Abbiamo stabilito contatti – si legge in una nota del comitato Sos Ppi Sezze – con altri comitati spontanei cittadini (Cori e Sabaudia) per coordinare gli sforzi e concordare azioni comuni, per scongiurare la chiusura dei PPI e per promuovere una riflessione approfondita per il loro potenziamento e per un servizio sanitario più efficace e rispondente alle esigenze dei cittadini, sia in termini qualitativi che di tempistiche di intervento. A breve ci si incontrerà in tal senso”. L’ultima iniziativa in ordine di tempo è stata adottata dal consiglio comunale di Bassiano, che ha votato all’unanimità un atto che non solo vuole evitare la chiusura dei Punti di Primo Intervento ed eventualmente potenziarli, ma cercherà di coordinarsi con gli altri Comuni lepini per strutturare una serie di idee in ambito sanitario per ottimizzare i costi e garantire, comunque, i servizi essenziali ai cittadini.
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