Chi è l’ideatore dell’atto di indirizzo per assegnare ad una società esterna il servizio di riscossione dei tributi incagliati? Chi lo ha proposto alla giunta che poi ha votato favorevolmente la delibera 128? Chi è stato l’estensore della stessa delibera licenziata lo scorso 10 agosto? Non arriva nessuna risposta a queste tre domande che la minoranza consiliare pone alla maggioranza nel corso del consiglio comunale straordinario che si è tenuto mercoledì pomeriggio a Sezze e che, in alcuni momenti, ha messo in imbarazzo la stessa maggioranza, a tratti incalzata dalle opposizioni e che deve accusare anche l’assenza (giustificata con una lettera) di una posizione organizzativa, Piero Formicuccia, che nella nota inviata al sindaco e al presidente del consiglio comunale spiega come il suo sia stato un mero atto pratico, quello di aver espresso parere positivo solo sull’atto in sé, senza alcuna valenza politica e, soprattutto, senza che lo stesso parere favorevole possa considerarsi un vincolo, in considerazione del fatto che si trattava di un mero atto di indirizzo. A cercare di gettare acqua sul fuoco delle polemiche lo stesso sindaco Di Raimo, che ha spiegato l’iter di un procedimento che, come detto, era solo di indirizzo, poi interrotto da una riunione nella commissione Bilancio e da una successiva interrogazione (presentata da Di Palma), dalla quale era emersa la disponibilità della Servizi Pubblici Locali di poter espletare il servizio di riscossione senza dover ricorrere ad una società esterna. Ma la cronologia degli eventi ricostruita dal sindaco non ha convinto le minoranze, che proprio con un intervento di Serafino Di Palma hanno messo sul tavolo un’altra cronologia, che interessa l’affidamento alla A&G del database degli immobili che poi si è rivelato un boomerang per l’ente, alle battaglie condotte e al rischio che ha corso il Comune di Sezze di trovarsi in una situazione simile a quella che sta vivendo l’ente di Pontinia. Vani i tentativi delle minoranze di tornare a chiedere l’annullamento della delibera in autotutela. Lo stesso sindaco ha spiegato: “Proprio perché, come si legge, sarebbe attenzionata dagli organi competenti, preferiamo non annullarla. Ma chiaramente non gli daremo alcun seguito”.
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