La sede dell’ex mattatoio di via Bassiano, i vecchi uffici dell’Azienda Sanitaria Locale in viale dei Cappuccini e l’ufficio che attualmente ospita le Poste Italiane in piazza De Magistris saranno messi all’asta il prossimo 15 ottobre, per un valore complessivo che sfiora un milione di euro. E’ questa la decisione dell’amministrazione comunale, che dopo aver inserito i tre immobili di sua proprietà tra i beni alienabili ha deciso di far un passo ulteriore, aprendo un’asta pubblica per vendere i suoi beni, sui quali evidentemente non si hanno progetti. L’atto formale di avviso per l’asta pubblica è stato realizzato tramite una deliberazione del settore VI (Servizi del Patrimonio), che ha stabilito la data, il 15 ottobre, l’orario, alle 10 del mattino, e la sede, il Palazzo Minicipale. Nello stesso atto sono contenute le basi d’asta per ciascun bene immobile, che confermano quelle espresse al momento della decisione di inserirle nel piano delle alienazioni. La base sulla quale partirà la contrattazione per l’edificio che attualmente ospita l’ufficio postale è di 152.880 euro, quella per l’ex mattatoio è stata fissata a 135.000 euro, mentre quella riguardante la vecchia sede della Asl è di 640mila euro, per un totale, come detto, di quasi un milione che l’ente spera possa finire nelle casse comunali. La questione, però, potrebbe essere più complicata del previsto. Se da una parte, infatti, l’immobile che ospita le Poste Italiane dovrebbe sulla carta essere venduto facilmente, lascia perplessi la decisione di mettere all’asta gli altri due immobili. Quello di viale dei Cappuccini, per anni sede dell’Asl risulta essere ancora sotto sequestro, è in uno stato diroccato e, a quanto risulta, attualmente sarebbe inagibile. Difficile, quindi, che qualcuno si prenda in carico di investire 640.000 euro su un immobile che, oltretutto, nel corso degli anni è diventato preda dei vandali e c’è chi addirittura scommette che qualcuno la notte vi bivacchi. Ulteriormente più complessa la situazione dell’ex mattatoio di via Bassiano, che dal 21 marzo 2017 è stato affidato all’associazione “La Macchia” con un contratto di 6 anni più 6 rinnovabili. La stessa associazione ha già investito circa 60mila euro per la ristrutturazione dei luoghi, che riuscirà a scontare dal canone di locazione in non meno di dieci anni. Da capire, quindi, cosa accadrebbe se qualcuno partecipasse all’asta e riuscisse ad aggiudicarsi l’area versando 135mila euro, non potendone prendere possesso almeno fino al 2023.
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