Una voce senza confini che non ha mai smesso di aprire nuove strade e sperimentare cammini diversi. Si inaugura sabato 15 settembre al Museo Civico Umberto Mastroianni a Marino la mostra “Pino Spagnuolo. Antologica”. L’ampia rassegna ripercorre, con una scelta di opere, l’intera produzione del maestro. Pino Spagnuolo è nato nel 1940 a Cesinali in provincia di Avellino. Da oltre 50 anni vive ed opera a Roma nel popoloso quartiere di Cinecittà. Una carriera artistica piena di soddisfazioni con premi e riconoscimenti, oltre a un gran numero di mostre personali e collettive nazionali e internazionali. Agli inizi la sua pittura presenta chiari segni di esperienza figurativa che la mostra ben esemplifica con “L’apostolo” e “Case rurali”. Successivamente si avvicina alle tematiche dei pittori della scuola romana e si lascia tentare anche dalla scomposizione cubista. Allo stesso tempo recupera la lezione dei grandi maestri come Boccione e Severini non tanto per osservare un oggetto dai molteplici punti di vista quanto per rappresentare l’idea stessa del movimento. Racconta. “Mi sentivo stimolato ed attirato da tutte le problematiche che mi circondavano portate ad uno sviluppo tecnologico ed ambientale; si parlava di metropolitana, tangenziali, alta velocità, complessi industriali, […] ogni mia opera sembrava prendere corpo e concretizzarsi con questa realtà. Tutto ciò mi dava una carica frenetica proprio per entrare nella massima gestualità, estrosità e coerenza”. Con “Luci e ombre sulla fabbrica” esposto per la prima volta alla Triennale di Roma, avvia una nuova stagione pittorica colma di una libertà espressiva che nel tempo è diventata sempre più materica e gestuale. Oggi nella sua piena maturità la sua pittura, anche se segnata a tratti da amori diversi, è sempre più caratterizzata da intense vibrazioni cromatiche. Il colore è forte e potente; “si riversa sulla tela, scrive Giuseppe Giannantonio, con esuberanza incontrollata, formandovi, spesso, uno strato materico solido e grumoso. […] Si compongono e si accendono con la semplice tecnica dell’accostamento. Sono circa 40 le opere in mostra tra dipinti, disegni e bozzetti. Hanno il merito di tener conto non solo degli anni formativi ma di raccogliere tutti i suoi slanci innovatici che lo hanno spinto sempre in una molteplicità di interessi e di dialogo con l’arte contemporanea. Da vero pittore e riconosciuto maestro. La mostra sarà inaugurata dall’Assessore alla Cultura Paola Tiberi e dal Direttore del Museo Alessandro Bedetti; resterà aperta fino al 29 settembre.
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Giuseppe Massimini






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