“La videosorveglianza è solo un aspetto, precisamente un deterrente, di una tematica più grande, cioè la cultura della legalità e della sicurezza. Il nostro impegno di amministratori della città, in sinergia con le Forze dell’Ordine ma anche con tutte le agenzie educative del territorio, deve essere rivolto ad interventi più ampi, di promozione della cultura delle regole, di analisi delle realtà e prevenzione dei fenomeni: è legittimo e doveroso pretendere che gli investimenti economici realizzati in termini di impianti di videosorveglianza siano frutto di scelte accorte ed oculate, che vanno nel senso dei principi fondamentali dell’azione amministrativa e del buon andamento della pubblica amministrazione; ma non dobbiamo mai stancarci di cercare un fine etico all’agire umano tramite azioni più ampie e complesse che promuovano nel nostro paese la cultura della legalità. Il lavoro delle commissioni sarà, in questo senso, preziosissimo per individuare tutte le azioni che si potranno mettere in campo per tendere a questo fine”. E’ il pensiero dell’assessore Paola Di Veroli, che nel corso del question time di lunedì ha risposto ad un’interrogazione presentata dalle minoranze sul tema della videosorveglianza. Oltre a spiegare la sua personale posizione sull’argomento, con un discorso che investe tutti i settori sociali, anche dal punto di vista culturale, l’assessore ha ripercorso le tappe del sistema di videosorveglianza in città, da anni criticato per scarsa efficienza. L’assessore ha parlato della sua realizzazione, dieci anni fa, ma anche delle manutenzioni particolarmente costose e realizzate da ditte diverse, che però non hanno quasi mai permesso che il sistema funzionasse alla perfezione. Per arrivare, infine, alla situazione attuale, con le telecamere funzionanti, ma in attesa di essere potenziate: “A seguito della sottoscrizione del Patto per l’attuazione della sicurezza urbana e installazione di sistemi di videosorveglianza – ha spiegato l’assessore – formalizzata dal sindaco il 28 giugno presso la Prefettura di Latina, la giunta ha approvato il nuovo progetto: 31 telecamere, integrabili con i sistemi esistenti, consultabili anche mediante smartphone o tablet, quindi fuori dalla centrale di controllo, per una ipotesi di spesa di circa 80mila euro, 74mila frutto di finanziamento, il 10% appannaggio del Comune”.
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