Una interrogazione presentata dal consigliere Giovanni Moraldo è discussa nel corso del Question Time di lunedì scorso è stata l’occasione per conoscere la situazione in città relativa alla presenza di cittadini extracomunitari, tra i richiedenti asilo e i profughi, inquadrati nel progetto Sprar e in quelli appannaggio dei Centri di Accoglienza Straordinaria. A rispondere alle domande dell’esponente di minoranza l’assessore ai Servizi Sociali Vincenzo Lucarini, che ha dettagliato sulla situazione. I primi numeri esposti dall’assessore sono stati quelli relativi ai Centri di Accoglienza Straordinaria, 3 strutture che ospitano un totale di 124 profughi (rispetto ai 134 consentiti dal protocollo firmato con la Prefettura), la maggior parte dei quali uomini tra i 18 e i 40 anni. 73 di questi sono sistemati nella struttura di via Murolungo, gestita dalla cooperativa sociale Karibu, 45 in quella su via degli Archi di San Lidano, gestita dalla operativa “Il Quadrifoglio”, mentre 6 si trovano all’interno di una struttura a Santa Lucia, ospiti della cooperativa “Arteinsieme”. Il dato che emerge è che Sezze è l’undicesimo Comune, tra i 21 in provincia coinvolti in questo genere di accoglienza, nel rapporto tra numero di cittadini residenti e di extracomunitari presenti nel territorio. Differenti i numeri del progetto Sprar, a Sezze interamente gestito dalla cooperativa Karibù. In questo caso, nelle 7 strutture messe a disposizione, sono 37 gli ospiti, tutte donne, tra cui 10 minori, e alcune delle quali in dolce attesa. L’assessore ha anche spiegato come procedono i percorsi di integrazione, mentre dalle minoranze è stata ribadita la necessità dei controlli sulle strutture che ospitano i migranti.
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