La decisione del Tribunale ordinario di Roma di ammettere la class action intentata nei confronti di Acqualatina sulla questione delle partite pregresse, voci in bolletta che secondo i ricorrenti sarebbero illegittime, potrebbe rivoluzionare la gestione del servizio idrico. A Sezze le partite pregresse, da anni ormai tema caldo con gli esponenti politici ma anche con il locale Comitato per l’Acqua Pubblica, sono state al centro del dibattito nel corso dell’ultimo Question Time. In risposta ad un’interrogazione presentata da Serafino Di Palma, il sindaco Sergio Di Raimo, citando l’ordinanza del tribunale romano, ha confermato che la questione si sta evolvendo, arrivando persino a suggerire l’ipotesi che i cittadini di Sezze potrebbero, a titolo cautelativo, smettere di pagare la voce in bolletta, nell’attesa che l’iter procedurale vada avanti e che si sappia con certezza se quelle richieste del gestore del servizio idrico integrato sono legittime. Il caso di Sezze è addirittura più complesso, con le partite pregresse già pagate negli ultimi tre anni dagli utenti inerenti ad un periodo in cui la gestione non era di Acqualatina, ma della Dondi Costruzioni. Ulteriore paradosso il fatto che anche il Comune, con 73 utente attive, abbia pagato una cifra altissima in partite pregresse, circa 100mila euro negli ultimi tre anni, come spiegato da chi sta conducendo da ormai 3 anni questa battaglia. Un passo importante quello fatto dall’ente la scorsa settimana, dopo che una mozione presentata da 4 esponenti delle minoranze, aveva dato mandato al sindaco di far valere gli interessi dell’ente in sede di Conferenza dei Servizi dell’Ato4. In quella occasione il primo cittadino spiegò come anche in passato fosse stata interessata l’autorità competente per avere delucidazioni in merito, ma ai quesiti inviati non arrivarono risposte. Sull’onda lunga dell’ordinanza del Tribunale è arrivata anche la posizione di Giuseppe Fonisto, capogruppo di Grande Bassiano nel consiglio comunale del borgo, che ha invitato i cittadini interessati ad aderire alla class action, che è già stata pubblicata sull’Albo Pretorio del sito istituzionale del Comune.
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