“Prima gli Esseri Umani” questo il titolo della kermesse svoltasi a Latina, lo scorso 14 luglio, nell’ambito del festival “Come il vento nel mare”. Guest star d’eccezione il giornalista e scrittore partenopeo, Roberto Saviano, che, insieme al dirigente sindacale Usb italoivoriano, Aboubakar Soumahoro, recentemente noto al grande pubblico per il suo intervento nel programma televisivo “Propaganda Live”, ha voluto dar voce ancora una volta alla questione dei migranti, ponendo l’accento sui concetti di “umanità” e “stato di diritto”. “Perchè prima gli esseri umani? – ha spiegato Roberto Saviano – Perché non ne possiamo più di sentirci dire che bisogna pensare prima agli italiani e non perché degli italiani non ci importi nulla, ma perché siamo convinti che se un governo può impunemente smettere di tutelare i diritti anche di un solo uomo (italiano o non italiano), può impunemente smettere di tutelare anche i diritti di tutti gli altri”. A moderare l’incontro, che ha visto una massiccia partecipazione di pubblico, accorso sul lungomare latinense, Massimiliano Coccia, giornalista romano di Radio Radicale, che ha voluto inaugurare il convegno ricordando Soumayla Sacko, il 29enne di origini maliane ucciso da un colpo di fucile alla testa a San Calogero. “La famiglia di Soumayla ci chiede di non fermarci – ha dichiarato Aboubakar Soumahoro – affinché tutti gli sfruttati lottino insieme contro le ingiustizie subite, indipendentemente da quale sia il colore della loro pelle o il paese d’origine: facciamo fronte comune”. L’autore di Gomorra ha poi preso la parola e lanciato pesanti invettive contro l’attuale governo in carica, definendo Matteo Salvini “Il ministro della Malavita” e denunciando le falsità e i raggiri, attraverso i quali si è contribuito a nutrire la paura, la diffidenza, e di conseguenza lo sfruttamento, nei confronti di migranti e profughi; senza mezzi termini ha infatti sentenziato “Urge smontare, una ad una, le loro minchiate”. Il convegno è poi proseguito toccando i temi più caldi sulla questione migranti: dalle ONG, denunciandone il massacro mediatico subito, a dispetto dei flussi di droghe e danaro nei riguardi dei quali si tende a tacere, lo Ius Soli, diritto che avrebbe dato tanto a molti e tolto nulla a nessuno ma mai approvato, fino ad arrivare alle organizzazioni criminali, che contribuiscono da decenni allo sfruttamento degli extra-comunitari anche nei luoghi della pianura pontina. Interessante infine la questione scorta, oggetto dei più disparati dibattiti sul web. Roberto Saviano si è espresso al riguardo, sottolineando come sia paradossale che un ministro degli interni disquisisca di sicurezza in pubblico: “La scorta non è un privilegio, è un dramma” ha commentato. Al termine della kermesse il sindaco di Latina, Damiano Coletta, e l’assessore Silvio Di Francia, sono saliti sul palco per ringraziare gli illustri ospiti e consegnare il “Premio Enea” ad Aboubakar Soumahoro e al compianto scrittore Alessandro Leogrande, ritirato in rappresentanza della famiglia dalla scrittrice Nadia Terranova. Il sindaco ha voluto infine ricordare l’interesse dell’amministrazione nella tutela degli ultimi e degli sfruttati “Il nostro impegno continua nel difendere la dignità della persona” ha infatti dichiarato il primo cittadino “e continua soprattutto nel rispetto dell’articolo 3 della Costituzione, in favore dell’uguaglianza e dellla libertà”. Dopo il convegno, lo scrittore Roberto Saviano si è trattenuto per il firma-copie del suo ultimo romanzo “Bacio feroce”, e per confrontarsi con il pubblico intervenuto.
Francesca Leonoro




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