“Anche gli utenti di Sezze potrebbero e dovrebbero aderire alla class action contro Acqualatina per il riconoscimento dell’illegittimità delle partite pregresse che il gestore del servizio idrico integrato inserisce nelle bollette”. E’ quanto hanno sostenuto gli avvocati che lo scorso anno hanno aperto il fronte contro Acqualatina e che lo scorso 3 luglio hanno ottenuto un’ordinanza dal Tribunale di Roma che, in pratica, apre un fronte che potrebbe portare ad un risarcimento milionario per gli utenti. Il nodo sulla questione di Sezze è stato evidenziato da Paolo Di Capua, portavoce del locale Comitato Acqua Pubblica nel corso di un incontro che si è tenuto nei giorni scorsi presso il teatro comunale di Roccagorga, organizzato dall’amministrazione comunale. Di Capua ha prima ricordato le battaglie condotte dal comitato nel corso degli anni, poi ha sostenuto che la situazione di Sezze è diversa, con gli utenti che hanno pagato le partite pregresse ad Acqualatina per un periodo nel quale il servizio era addirittura gestito da altri. Di Capua ha sollevato la questione sostenendo che gli utenti setini dovrebbero rivolgersi al comitato e allo sportello recentemente aperto e muoversi attraverso ricorsi al Giudice di Pace. Gli avvocati, però, ferma restando l’importanza per chiunque di muoversi nei giusti canali, anche dal Giudice di Pace, hanno contraddetto il rappresentante del comitato invitandolo a sollecitare i cittadini ad aderire alla class action, proprio in virtù del fatto che le partite pregresse in sé rischiano di essere cancellate e, ammesso che fossero legittime, che i setini hanno pagato al gestore sbagliato.
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