Doveva essere un’area dalla quale sarebbe dovuto partire un autentico polo dello sport, con lo stadio “Augusto Tasciotti”, il pallone tensostatico utilizzato dalla società di basket, l’inizio del percorso “benessere”, una pista ciclopedonale che poi sarebbe arrivata su via Scopiccio ed avrebbe chiuso il suo tragitto a ridosso di un altro pallone tensostatico, nei pressi della scuola di Melogrosso, fortemente voluto dalla precedente amministrazione comunale e tuttora inutilizzabile perché non completato. Ma le premesse, come spesso purtroppo accade, non sono state mantenute e l’area di proprietà comunale che funge da parcheggio a ridosso dell’impianto di località Fontane e del pallone per il basket, è ridotta ad un cumulo di immondizia, nonostante un cartello che fa bella mostra di sé all’ingresso e che impedisce l’accesso in una certa fascia oraria notturna, così come impone di non fare troppo rumore e di non gettare rifiuti. A segnalare diverse situazioni spiacevoli, che si ripetono quotidianamente, diversi residenti, che la notte devono sopportare schiamazzi e non solo e che ritengono che sia stata tolta la possibilità ai cittadini di usufruire di uno spazio piuttosto comodo, con un ampio parcheggio e delle zone verdi in cui magari portare a spasso i propri nipotini. Diverse le segnalazioni, come confermato da alcune famiglie che abitano nelle vicinanze, alla vecchia e all’attuale amministrazione comunale, cui però non sono state date né risposte adeguate né sono stati assicurati sui tempi di eventuali interventi di bonifica. Perché proprio di bonifica, stando a quanto si può osservare, si deve parlare. L’immondizia impera, anche con rifiuti speciali (calcinacci e guaine) frutto probabilmente di alcuni lavori di privati che poi hanno deciso di gettare lì i resti delle loro opere murarie senza conferirli nei luoghi deputati a farlo. Ma un’occhiata più approfondita testimonia che quel luogo è utilizzato quasi quotidianamente, non solo come area per gettare i propri rifiuti lontano da occhi indiscreti. Bottiglie di birra frantumate, cartoni della pizza, ma anche preservativi usati e buttati a terra. E siringhe (ne abbiamo contate tre) a ridosso della rete che delimita l’area dello stadio comunale. Per non parlare dell’erba alta, che ormai fa da triste scenario e che ha addirittura invaso il primo tratto del percorso “benessere”. Le soluzioni? Intanto pulire e restituire decoro alla zona, poi magari pensare ad un modo per impedire l’accesso in alcune ore. La sbarra metallica c’è, soltanto che è sempre aperta. I residenti chiedono di più, soprattutto se non si intende chiudere la sbarra. Basterebbe una telecamera e la situazione potrebbe essere almeno monitorata.
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