I candidati alla carica di sindaco di Bassiano in vista delle elezioni previste per il prossimo 10 giugno 2018 saranno 4, Giuseppe Mazzocchi con la lista Bassiano nel Cuore, Ruggero Cacciotti con la lista Amare Vassiano, Giuseppe Fonisto con la lista Grande Bassiano e Domenico Guidi con la lista Bassiano Futura. A stabilirlo il Consiglio di Stato, che oggi ha messo la parola fine ad una vicenda che teneva con il fiato sospeso il borgo lepino da 11 giorni ed ha confermato la sentenza del Tar che aveva riammesso alla competizione elettorale la lista Bassiano Futura, che candida sindaco l’uscente Domenico Guidi. Davanti alla III sezione presieduta da Lanfranco Balucani e chiamata ad intervenire sul ricorso presentato dai legali della lista Grande Bassiano nei confronti della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale di Latina che aveva riammesso la lista di Guidi dopo che la stessa era stata ricusata dalla commissione mandamentale di Latina, le parti in causa hanno cercato di far valere le proprie ragioni. Da una parte il legale della lista Bassiano Futura, Giovanni Malinconico, ha portato avanti le teorie già enunciate davanti al Tar, quelle riguardanti il reato commesso dai due sottoscrittori nell’atto di firmare due liste, chiedendo quindi l’annullamento di entrambe le firme. Dall’altra il legale della lista Grande Bassiano, Raffaele Montefusco, che ha spinto affinché prevalesse il principio, stabilito anche dalle normative ministeriali, secondo il quale la priorità è da considerarsi appannaggio della lista presentata prima, con Bassiano Futura presentata l’11 maggio, Grande Bassiano il 12, ultimo giorno utile. I giudici dell’organo di rilievo costituzionale della Repubblica Italiana hanno optato per la prima opzione, smentendo una sentenza da loro stessa emessa solo un anno fa nel giudizio su una situazione molto simile a quella di Bassiano, relativa al Comune di Rignano Garganico. Secondo il massimo organo di consulenza giuridico-amministrativa non è decisivo l’errore nella compilazione della lista Bassiano Futura, con 52 firme raccolte invece che le 50 consentite come massimo dalle normative che regolano la presentazione delle liste elettorali. Il reato delle due doppie firme, con i sottoscrittori che ne risponderanno in seguito, annulla entrambe le sottoscrizioni, permettendo a Bassiano Futura di raggiungere quota 50, il massimo consentito e di essere ammessa alla tornata elettorale del prossimo 10 giugno.
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