Per risolvere i problemi di sicurezza in città potrebbero non bastare le buone intenzioni, almeno sul fronte della gestione dell’impianto di videosorveglianza. E’ questo il quadro che si sta delineando all’orizzonte, dopo la decisione dell’amministrazione comunale di affidare ad una ditta (diversa da chi si è occupato dell’installazione e della manutenzione ordinaria dell’impianto) il ripristino delle videocamere sparse sul territorio setino. Proprio questo passaggio sarebbe complicato, non per l’operazione in sé (basterebbe ripararle da un punto di vista elettrico e meccanico, dove occorre), ma per il fatto che quell’impianto nel 2018 è decisamente obsoleto, essendo stato realizzato praticamente dieci anni fa ed avendo dimostrato già in passato, in alcuni casi in cui l’utilizzo di immagini di alta qualità sarebbe stato l’arma in più per gli investigatori, di non reggere dal punto di vista squisitamente tecnologico. Sul tema in città si sta dibattendo molto, soprattutto sui social. Nessuno, nemmeno gli addetti ai lavori, credono che il sistema attuale, pur se riparato e rimesso in funzione, possa in qualche modo ovviare al problema e dare una risposta al senso di insicurezza che si percepisce chiaramente in alcune zone di Sezze. Secondo alcuni, addirittura, si potrebbe trattare dell’ennesimo spreco di risorse finanziarie, già scarse, e potrebbe fare il paio con la decisione nel corso di un decennio di continuare ad investire soldi sulla manutenzione ordinaria di un servizio che, a questo punto si può dire con certezza, raramente ha svolto il compito cui era destinato. Insomma, se Sezze si vuole considerare (come recitano i cartelli) una città videosorvegliata, le azioni da compiere dovrebbero essere diverse. Innanzitutto mettersi al passo con i tempi ed utilizzare tecnologie all’avanguardia, anche a basso prezzo se si considera il mercato in continua evoluzione. Servono impianti almeno con una risoluzione in 4K, dotati di un efficace sistema wireless e, soprattutto, capaci di conservare in memoria ben oltre le 24 ore previste dal vecchio sistema di videosorveglianza. Serve un investimento importante, con un potenziamento strutturale del sistema e un occhio di riguardo anche ad alcune zone del vasto territorio setino inizialmente non considerate nel primo progetto. Serviranno, probabilmente, somme maggiori rispetto al preventivato e sarà compito dell’amministrazione, a prescindere da un aumento del personale delle Forze dell’Ordine, trovare le risorse per mettere maggiormente in sicurezza la città.
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