Valorizzare o alienare? E’ questo il dubbio amletico che ha interessato la giunta comunale nei giorni scorsi, alla luce delle relazioni che lo stesso esecutivo ha deciso di far effettuare su tre stabili di proprietà del Comune di Sezze: l’ex mattatoio, l’ex sede della Asl in viale dei Cappuccini e l’edifico di piazzale de Magistris nel centro storico attualmente utilizzato come ufficio postale. La giunta ha deciso di procedere alla ricognizione e valorizzazione del patrimonio immobiliare, redigendo un apposito elenco sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso i propri uffici ed archivi, dei singoli beni immobili non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione oppure di dismissione. Il geometra Maurizio Panfilio, in qualità di funzionario tecnico del Servizio Urbanistica-Edilizia Privata, ha proceduto alla valutazione degli immobili. Per quanto riguarda l’ex sede del Mattatoio in via Bassiano, sul quale allo stato attuale non risulta definita la destinazione d’uso catastale in quanto, agli atti, lo stesso viene classificato quale “Fabbricato Urbano da Accertare”, l’ente ha stabilito un valore di 135mila euro, oltre la metà dei quali (intorno agli 80mila) è stata già spesa dall’associazione culturale “La Macchia” che ne ha ottenuto un contratto di locazione lo scorso anno e sul quale ha investito importanti risorse per la messa in sicurezza e per utilizzarlo per le sue attività. Decisamente diverso il discorso per la ex sede dell’Azienda Sanitaria Locale in viale dei Cappuccini: lo stato di manutenzione/conservazione, in virtù della scarsa manutenzione è del tutto insufficiente e inadeguata a qualsiasi attività di carattere privata o pubblica. Da notizie assunte è stato accertato che l’immobile è stato oggetto di emissione di ordinanza di inagibilità per quelle cause. Il valore della struttura è stato quantificato in 640mila euro. Sull’edificio che attualmente ospita l’ufficio postale del centro, invece, l’ente ha stabilito un valore che sfiora i 153mila euro. Le tre relazioni sono state approvate e i tre beni inseriti nel Piano delle Alienazioni e delle Valorizzazioni diventando, di fatto, “patrimonio disponibile”, anche se la volontà dell’amministrazione di attuare il Piano è quella di realizzarlo nel corso del triennio 2018-2020, fatte salve eventuali modifiche ed integrazioni che dovessero rendersi necessarie e che saranno sottoposte alla preventiva approvazione del consiglio comunale.
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