Quella appena iniziata oggi può rivelarsi una settimana decisiva per le sorti dell’amministrazione guidata dal sindaco Claudio Damiano, che culminerà giovedì 8 febbraio con il consiglio comunale, il primo dopo la crisi politica apertasi nelle scorse settimane. Un appuntamento importante per le condizioni della maggioranza dopo la riconsegna di alcune deleghe da parte di 3 consiglieri, la decisione del sindaco di azzerarle e la nuova formazione della giunta, che il primo cittadino presenterà, con deleghe annesse, proprio in occasione della riunione della massima assise cittadina. Ma il consiglio di giovedì, comunque vadano le cose, sarà limitato ad un confronto che non porterà ad alcun voto. L’ordine del giorno parla chiarissimo, con le comunicazioni di Damiano all’assise e una sorta di accordo programmatico che prevede una discussione che si presume sarà dai toni altissimi, ma nessun tipo di votazione. Nessuna traccia, infatti, della mozione di sfiducia presentata da 5 consiglieri lo scorso 29 gennaio, che non ha trovato spazio tra i punti presentati dal presidente del consiglio comunale, Luigi Torelli, che ha stabilito di non inserirla nonostante ce ne fosse la possibilità. Il regolamento, infatti, prevede che la mozione sia discussa tra i 10 e i 30 giorni dalla data della presentazione, ma Torelli ha scelto di non portarla in consiglio e di rinviarla probabilmente alla fine di febbraio. Un’occasione persa per contare le forze in campo e per, eventualmente, valutare in maniera razionale se proseguire questa consiliatura o restituire il diritto ai cittadini di Sermoneta già da maggio 2018, cosa che, a questo punto, sembra poco verosimile. Il resto del consiglio verterà sulle due interpellanze presentate dalle opposizioni, anche se quella sull’ascensore del centro civico di Monticchio potrebbe essere addirittura annullata, considerato che il problema sembra essere stato risolto. L’unico dubbio di una nuova maggioranza che sembra intenzionata a proseguire fino al termine naturale del mandato è legato al punto che riguarda la modifica allo Statuto Comunale, che permetterebbe a Damiano di completare la sua giunta con una donna (nel rispetto delle quote rosa) fuori dal consiglio comunale. Una modifica che, comunque, potrebbe non andare in porto al primo tentativo, avendo bisogno di una maggioranza almeno di 9 consiglieri che, stando così le cose, Damiano sembrerebbe non avere all’interno dei banchi che attualmente compongono l’assise cittadina.
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