E sono 3. Anche il Comune di Sermoneta, dopo i Comuni di Sezze e di Prossedi, ha proceduto all’alienazione delle proprie quote all’interno della società consortile Compagnia dei Lepini. L’atto è stato votato lunedì mattina nel corso del consiglio comunale e sancisce un’altra uscita dalla società pubblica partecipata dai Comuni e dalle Comunità Montane del Territorio dei Monti Lepini insieme alla Provincia di Latina, alla C.C.I.A.A. di Latina, all’Unione delle Camere di Commercio del Lazio e al BIC Lazio, fondata nel novembre 2002 e che improvvisamente, a causa di alcune modifiche alle leggi che regolano le società partecipate in tema di spending review, si è trovata nella condizione di non rispettare alcuni parametri, di natura prettamente economica e finanziaria. Da qui la necessità degli enti di effettuare una ricognizione che, nel caso dei Comuni di Sezze e Prossedi prima, Sermoneta ieri, ha costretto ad alienare le quote. Per quanto riguarda Sermoneta, però, quello di ieri è stato il terzo passaggio in cui in qualche modo si certifica l’uscita dell’ente dalla società, o almeno la volontà politica di uscirne, dopo quelli del 2010 (sindaco Giovannoli) e del 2015 (con Damiano alla guida della città). Due atti ufficiali cui, però, non è stato possibile dare seguito, a causa delle difficoltà di cedere le quote (ad altri enti che già ne fanno parte o ad enti terzi) che sono sempre rimaste nella disponibilità del Comune sermonetano. Ad introdurre le novità di legge in materia di partecipate la segretaria comunale, che ha spiegato i motivi dell’uscita. Poi la parola è passata al sindaco Damiano, che non ha negato un malcontento dell’ente nei confronti della partecipata soprattutto sulla questione del Gal: “Questo territorio – ha spiegato il primo cittadino nel suo intervento – ha perso l’opportunità di ottenere 5 milioni di euro di finanziamenti, fondamentalmente perché la Compagnia dei Lepini non è stata in grado di produrre le carte che certificassero la personalità giuridica del Gruppo di Azione Locale. Per questo motivo abbiamo deciso di optare per altre misure contenute nel Psr, proprio per cercare di ottenere fondi che in quel caso non eravamo riusciti ad ottenere”. Le parole del sindaco sono state pesantemente criticate dalle minoranze, con Scarsella a sottolinearne l’aspetto politico e la stessa appartenenza di partito tra la maggioranza di Claudio Damiano, e il sindaco stesso, e la presidenza della Compagnia dei Lepini di Quirino Briganti. L’atto è stato votato dalla maggioranza.
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