Interventi strutturali, piccoli ma efficaci e, soprattutto, utili ad invertire un trend negativo, che ogni estate porta alla sofferenza gli impianti idrici e lascia a secco centinaia di famiglie, che accusano pesantissimi disagi. Sono queste le soluzioni, chiaramente a breve-medio termine, che tanti cittadini setini stanno chiedendo da settimane agli amministratori affinché intercedano con il gestore del servizio idrico integrato. Piccoli interventi, finalizzati magari a gestire emergenze che, volenti o nolenti, si presentano puntualmente ai primi caldi, che potrebbero rendere meno urgente un problema che invece avrebbe bisogno di essere analizzato a fondo e risolto. Basta pensare a Crocemoschitto e alle sue zone limitrofe, quelle alla periferia di Sezze che confinano con Bassiano. Che lì avrebbero avuto problemi con l’acqua era assolutamente ipotizzabile. Succeder sempre, a volte va via nelle ore più calde del giorno, a volte per giorni interi. Ma nessuno si sarebbe aspettato che con i primi caldi tutta la zona rimanesse a secco, peraltro per oltre 20 giorni, senza che nessuno, a quel punto, potesse fare nulla per far uscire l’acqua dai rubinetti, con situazioni ben oltre il limite dell’umana dignità e anche della sopportazione. La crisi ha trovato tutti impreparati o si poteva ipotizzare ed evitare che diventasse emergenza sociale? Difficile rispondere, ma qualcuno avanza l’ipotesi che con scelte oculate si sarebbe potuto evitare tutto quel disagio. Per stessa ammissione dei responsabili di Acqualatina, quello di Sezze è un acquedotto sempre borderline: se tutto va nel migliore dei modi i problemi non si verificano, ma se qualcosa va storto, dal più piccolo guasto elettrico (captazione o pompe di rilancio), all’abbassamento delle falde, o a perdite che da anni sono all’ordine del giorno, la situazione diventa immediatamente ingestibile. E anche in questo luglio 2017 è andata così. La gestione poi si complica perché una volta individuato il problema se ne pone subito un altro, tanto che anche altre zone della città sono rimaste per diversi giorni a secco di acqua. Le richieste sono le solite, interventi ed investimenti. E se c’è qualcosa che la disastrosa esperienza ventennale con la Dondi ha insegnato, è che il controllo e il pungolo da parte degli amministratori nei confronti del gestore (chiunque esso sia) sulla questione dei lavori strutturali, viene sempre più ad assumere un ruolo fondamentale per garantire a tutti i cittadini un servizio essenziale.
Leggi sullo stesso argomento
LATINA | Bando regionale reti d’impresa, Confartigianato: “Dalla regione una spinta per commercio e artigianato”
ANZIO | Al Comune il premio “Silver Engagement” per la campagna sull’invecchiamento attivo
LATINA | Al via la campagna di prevenzione contro le arbovirosi: informazione nelle scuole e nelle case dei cittadini






Devi effettuare l'accesso per postare un commento.