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Attualità

Priverno, querela nei confronti dei Consiglieri Desideri e Di Giorgio: le spiegazioni del Sindaco Bilancia

Ultimo aggiornamento: 19 Luglio 2017 14:50
Lidano Lucidi Pubblicato 20 Luglio 2017
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“La querela che mesi fa ho presentato nei confronti dei Consiglieri di minoranza Desideri e Di Giorgio, quali rappresentanti della Lista “Agenda per Priverno”, è l’inevitabile strumento per riscattare e difendere la mia persona e la mia onorabilità da dichiarazioni e accuse diffamatorie. Non ha niente a che fare, quindi, con il dibattito e il confronto politici così come loro vogliono far credere nei loro sermoni mediatici, nei quali, però, hanno omesso un piccolissimo particolare: quello di spiegare a beneficio dei lettori la ragione e l’oggetto della querela, dimenticanza grave per chi ama e predica tanto la libertà di informazione”. E’ quanto affermato tramite nota dal sindaco di Priverno Anna Maria Bilancia. “Il principale oggetto dell’oblio è un manifesto dello scorso febbraio, a firma della Lista che loro rappresentano in Consiglio comunale, manifesto che si aggiungeva a tutta una serie di attacchi violentissimi alla maggioranza seguiti all’arresto del Funzionario dell’Ufficio Ambiente del nostro Comune come se quella vicenda riguardasse anche gli Amministratori. Nel manifesto, nonostante fin da subito fossero state comunicate tutte le informazioni che la Procura aveva dato sulla vicenda, non solo si accusavano il Sindaco e il Vicesindaco di voler nascondere informazioni sui reati ipotizzati, come se essi potessero conoscerle, ma addirittura i loro nomi sono stati accostati, con un artificio grafico, che non ritengo affatto casuale, all’arresto del Funzionario del Settore Ambiente, tanto che a leggere il manifesto in molti hanno inteso che anche il Sindaco e il Vicesindaco fossero stati arrestati. Un manifesto costruito secondo le regole di un efficace marketing della comunicazione che sa evidenziare ciò che deve essere notato e ricordato: dimensioni e colori diversi dei caratteri, alternanza di parole e frasi, tutto sapientemente tessuto insieme per sollecitare da una certa distanza, quella che solitamente c’è dalla strada ai muri, la percezione di messaggi falsi e ingannevoli. Obiettivo evidentemente riuscito, dal momento che più persone hanno pensato che il Sindaco e il Vicesindaco fossero stati arrestati e che comunque erano parte in causa della vicenda giudiziaria che aveva coinvolto il Funzionario. Vorrei tanto credere che tutto ciò sfuggì agli autori del manifesto e a tutti coloro che oggi li difendono (ma che allora non spesero una parola per consigliare e invitare gli autori ad evitare toni diffamatori nei confronti del Sindaco e della sua maggioranza: evidentemente il rispetto in politica è unilaterale!), ma non è facile se, ancora oggi, difendono quel manifesto e tutto il resto come meri atti politici, non volendo riconoscere che quando si colpisce così duramente e ingiustamente l’immagine delle persone, offendendone la dignità e l’onorabilità, si è ben oltrepassato la politica. Sono sempre stata disponibile a ritirare la denuncia: il mio intento è sempre stato unicamente quello di difendere e riscattare l’immagine della mia persona, ma mi sarei aspettata, e accontentata, di ricevere delle semplici scuse, anche private o di un gesto con cui i Consiglieri di Agenda per Priverno si dissociassero da quel manifesto. Purtroppo le scuse non sono mai arrivate, evidentemente anche qui la disponibilità a confrontarsi e a mediare deve essere unilaterale! Addirittura il Consigliere Desideri quando ha voluto incontrarmi per chiedermi di ritirare la denuncia, ha affermato di non potermi porgere delle scuse in quanto lui non era l’autore del manifesto. Anche ammesso che ciò sia vero, credo, così come ho avuto modo di dirgli, che come capolista del Movimento che ha firmato il manifesto lui sia, insieme all’altro Rappresentante eletto, titolare di una responsabilità politica per la quale sarebbe stato opportuno almeno un gesto di disconoscimento per dissociarsi da quel manifesto. Invece niente: niente scuse e niente disconoscimento, soltanto un banale e generico racconto di un incontro dove il Capogruppo di Agenda avrebbe redarguito gli autori del manifesto”. “Sono molto delusa – conclude il sindaco Bilancia – da questo atteggiamento rigido ed egocentrico che impedisce ai Consiglieri di minoranza di comprendere che le persone vanno rispettate e che a volte le scuse sono dovute. Avevo già verificato tale chiusura alla fine del famoso Consiglio Comunale del 22 febbraio scorso, quando dopo una seduta vergognosa che trasformò la nostra Sala consiliare in un tribunale, chiesi ad Ernesto Desideri e ad Antonio Di Giorgio di far togliere dai muri della città quei manifesti, ma la risposta fu più o meno una dissacrante risatina, come se si potesse tranquillamente banalizzare sull’onorabilità delle persone, senza aspettarsi poi che queste possano rivendicarla. Ora, richiamata alla memoria la cronaca di questa squallida vicenda che nulla ha a che spartire col dibattito e il confronto politici, mi sia consentito rivolgere qualche domanda agli stessi Consiglieri di minoranza e ai loro sostenitori, subito pronti a compiangerli e difenderli dal crudele carnefice, nonché agli eccelsi ex amministratori locali che hanno perso come al solito l’occasione si stare sobriamente in silenzio, cosa che fecero allora di fronte alla città tappezzata di quei manifesti che offendevano non soltanto il Sindaco, il Vicesindaco e la maggioranza ma una città intera che ai visitatori di quei giorni sarà apparsa come una nuova Gomorra”.

● Leggi sullo stesso argomento

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