“La scelta di affidare ad un privato per tre anni la gestione del Palacultura con un impegno finanziario di 100mila euro è la dimostrazione della totale assenza di un progetto organico e definito sugli spazi culturali in città da parte della Giunta Coletta”. Lo dichiarano Enrico Forte, Nicoletta Zuliani e Massimiliano Carnevale del gruppo del Pd in Consiglio comunale che mercoledì mattina in aula hanno espresso voto contrario alla proposta. “Prima di decidere di affidare in concessione il teatro e la stagione – sottolineano i consiglieri – sarebbe stata utile una riflessione più approfondita e ampia su tutti gli spazi culturali della città, alcuni dei quali sono stati dati in gestione a privati da anni senza che il Comune abbia un ritorno economico. La proposta dell’amministrazione non ci consente di sapere quale è l’idea per il futuro, cosa giustifica tale scelta e quale percorso si intende seguire per arrivare, eventualmente, all’istituzione di una fondazione. L’affidamento ad un privato non risolve il problema dell’organizzazione delle attività culturali e teatrali: un ente gestore, infatti, deve essere soprattutto in grado di fare produzione che è l’unico strumento per trasformare quegli spazi in impresa culturale e in questo contesto anche la figura del direttore artistico diventa fondamentale per la riuscita di un’operazione del genere. L’amministrazione – proseguono gli esponenti Pd – sta affidando ad un soggetto privato uno spazio pubblico praticamente al buio, senza sapere nulla della stagione teatrale: ci si sta privando di un bene della collettività e della facoltà di gestire e governare un settore importante come quello delle politiche culturali senza un progetto e in quadro di totale incertezza. E mentre in bilancio ci sono soltanto 20mila euro per le attività culturali, il Comune impegna 100mila euro per far gestire il teatro ai privati: senza considerare che Latina è inserita in Atcl, il circuito teatrale dei Comuni del Lazio, soggetto pubblico pagato con i soldi dei cittadini rispetto al quale non è dato sapere come si comporterà il futuro gestore del Palacultura. Una sorta di corto circuito – concludono Forte, Zuliani e Carnevale – per una proposta che non offre prospettive mentre l’unica strada percorribile resta quella dell’ente gestore partecipato all’interno del quale l’amministrazione possa definire un proprio progetto culturale per lo sviluppo e la produzione teatrale e più in generale culturale”.
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