Dure polemiche a Roccagorga per il risultato del progetto Infermiere in Farmacia attuato dall’azienda speciale Vola ed il collegio provinciale degli infermieri I.P.A.S.V.I. Un incarico che ha la durata di sei mesi cofinanziato dall’ente strumentale e dall’ I.P.A.S.V.I. A lamentarsi, come spesso capita, sono i non vincitori del progetto che prevede l’assegnazione di un contratto da infermiere in regime libero professionale presso la farmacia comunale. Alla base delle polemiche, dalle informazioni raccolte, sembrerebbero esserci alcuni aspetti che riguardano le modalità con cui è stato gestito il bando a cominciare proprio dal metodo con cui sono stati eseguiti i colloqui che, a quanto sembra, risulterebbero essere stati fatti a porte chiuse. Ma non solo su questo si poggiano le lamentele degli esclusi quanto anche sul fatto che, come sembrerebbe evincersi dagli atti, ad aver vinto il progetto risulterebbe chi, tra i presenti nei colloqui, risultava aver meno punteggio per titoli. Ma insieme ai non vincitori che chiedono giustamente chiarimenti a puntare l’attenzione sul caso è il gruppo consiliare Tocca alla Rocca che da tempo lamenta proprio nei confronti dell’azienda speciale una scarsa attitudine alla trasparenza nelle procedure di reclutamento delle risorse umane. “Nel nostro Comune l’assenza reiterata di trasparenza nella gestione dell’azienda speciale ha fatto venir meno nei cittadini la fiducia nelle istituzioni. Chiunque avrebbe vinto sarebbe stato oggetto di polemiche e questo probabilmente non solo per quanto attiene alla gestione del progetto ma soprattutto per come nel tempo è stata gestita la nostra municipalizzata a partire dalla nomina del Direttore generale e dei conti economici. Per quanto ci riguarda ci teniamo a sottolineare che registriamo con rammarico come su ogni questione nasca una polemica e questo ci dispiace perché produce una degenerazione nei rapporti tra i cittadini e in generale nella tenuta della qualità sociale della nostra comunità. Al di là dei dovuti chiarimenti e approfondimenti che i non vincitori hanno diritto di fare va tutelato anche il diritto di chi ha vinto a poter operare con serenità ma, purtroppo, quando si perde fiducia nelle istituzioni tutto diventa più complicato e difficile. Ci dispiace anche per il collegio degli infermieri professionali che sulla base di quanto decretato dalla legge Fazio intende, almeno questa sembra l’intenzione, con questo esperimento segnalare alla Regione Lazio la bontà di assegnare alle farmacie una figura professionale per la somministrazione dei farmaci. Purtroppo però il partner che hanno scelto, in termini di procedure di evidenza pubblica, sconta un gap accumulato in precedenza e basta pensare che nel nostro comune è diventato difficile anche chiedere l’istituzione di un regolamento pubblico per le assunzioni presso l’azienda speciale cosi come è stato impossibile costituire, in seno al consiglio comunale, una commissione per il controllo e la trasparenza degli atti e delle procedure amministrative, per capirlo. Da segnalare, in ultimo, che sull’azienda pesa già un accertamento dell’agenzia dell’entrate sul quale ci auguriamo vada tutto a buon fine per il nostro ente poiché sarebbe, nel caso fosse confermato, una pesantissima eredità per i nostri cittadini che, al contrario, attendono e meritano di sentir parlare di futuro, sviluppo economico, culturale e sociale nel segno delle pari opportunità. Chiunque avrebbe vinto – conclude Scacchetti – il risultato sarebbe stato contestato comunque poiché da troppo tempo nell’azienda speciale Vola manca un indirizzo chiaro verso le politiche per la trasparenza. Dalla nomina del direttore generale alla gestione dei conti economici si è accumulato un gap di forzature che hanno prodotto un grave e pericoloso senso si sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni locali. In questo caso, se da una parte va garantito il diritto ai dovuti chiarimenti dei non vincitori, allo stesso modo deve essere garantita la serenità ad operare del vincitore. Auspichiamo che questa maggioranza rinnovi il suo impegno nei confronti delle pari opportunità e dell’interesse generale della comunità a partire dall’istituzione di una commissione per la trasparenza che finora è stato impossibile istituirla in seno al consiglio comunale. In gioco non c’è la vittoria di qualche rivendicazione delle minoranze ma il valore delle istituzioni e di conseguenza i segni normali di una convivenza civile e moderna tra la comunità e i suoi organi amministrativi”.
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