Finisce tutto con un buco nell’acqua, come era prevedibile. Il TAR del Lazio, sezione distaccata di Latina, ha infatti respinto il ricorso presentato congiuntamente da “C&C srl” e da “Anacap” per l’annullamento della “Gara di appalto per l’affidamento in concessione del servizio di gestione e riscossione volontaria e coattiva delle entrate tributarie, delle entrate patrimoniali e assimilabili, nonché dell’attività di accertamento e recupero delle fasce di evasione riferibili a tutti i tributi, imposte e tasse del Comune di Priverno”. “Avevamo ben pochi dubbi su quelli che potevano essere gli esiti del ricorso – afferma il Sindaco di Priverno, Anna Maria Bilancia – Eravamo certi della bontà e della piena legittimità del nostro operato e il TAR non ha fatto che confermarlo, addirittura dichiarando inammissibile il ricorso”. Tra le risposte del tribunale amministrativo agli appunti e ai rilievi mossi dall’Anacap e dalla C&C, ritenuti tutti inconsistenti, quella più importante è l’aver riconosciuto, una volta per tutte, la legittimità di ASMEL a gestire, in qualità di centrale di committenza, le gare e i bandi dell’Ente, rinviando al mittente le illazioni di Macci & co che accusavano l’Amministrazione di operare attraverso un soggetto non legittimato a farlo in quanto privato. I Comuni nell’espletamento delle gare d’appalto, per specifica disposizione di legge, non possono procedere autonomamente, ma operare per mezzo di una centrale di committenza, che può, eventualmente essere costituita tramite un’associazione di più comuni. Il Comune di Priverno ha aderito ad ASMECOMM, la società in house di ASMEL di cui fanno parte i Comuni associati. Macci, assunto ormai al ruolo di paladino della legalità, all’indomani della pubblicazione del bando per l’esternalizzazione del servizio dei tributi tuonò dalle pagine della stampa locale, scrivendolo a tutti gli organi di controllo e urlandolo urbi et orbi che il bando era illegittimo e quindi andava ritirato. Per le sue contestazioni faceva riferimento, peraltro, al decreto legislativo 163 del 2006, ovvero al vecchio codice degli appalti completamente sostituito dal decreto legislativo 50 del 2016, in vigore dal 19/04/2016 e ad alcune pronunce ANAC che ad oggi sono abbondantemente superate. “La sentenza del TAR di Latina – continua il Sindaco Anna Maria Bilancia – chiarisce, come avevamo già avuto modo di sottolineare, che i rilievi avanzati dai consiglieri della Lista Macci erano completamente campati in aria, oltre a essere basati su una legge non più vigente. Il pronunciamento del tribunale amministrativo li sbugiarda definitivamente, dimostrando che l’operato della nostra Amministrazione è sempre rispettoso dei principi della legalità e della legittimità”. Il Tribunale, infatti, ha dichiarato addirittura “inammissibile” il ricorso e, per di più, ha condannato la controparte al pagamento delle spese processuali pari a euro 4 mila oltre le ulteriori spese. Sarebbe il caso di cominciare a pensare di collaborare con l’Amministrazione per il bene di questa Comunità piuttosto che continuare a contrapporsi a suon di polemiche ed esposti come quello presentato per le proroghe dell’affidamento di alcuni servizi fondamentali e che, nonostante le attese di Macci, ha visto l’Anac accogliere le ragioni dell’operato dell’Ente.
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