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Mondoreale > Blog > Attualità > Terracina, operazione “Gas”: stroncata sul nascere attività estorsiva sui monti Lepini. 4 le misure cautelari eseguite
Attualità

Terracina, operazione “Gas”: stroncata sul nascere attività estorsiva sui monti Lepini. 4 le misure cautelari eseguite

Ultimo aggiornamento: 4 Aprile 2017 14:50
Simone Di Giulio Pubblicato 5 Aprile 2017
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Alle prime luci dell’alba di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Terracina – con il supporto di unità antidroga della Stazione Carabinieri A.M. di Latina Borgo Piave e di personale della Tenenza di Ardea – hanno dato esecuzione a 4 misure cautelari, di cui 2 della custodia in carcere e 2 dell’obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza e di presentazione quotidiana alla P.G., emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Latina. In particolare G.S. e D.D.E., rispettivamente di 33 e 36 anni, entrambi di Sonnino e con precedenti penali, sono ritenuti responsabili di tentata estorsione in concorso aggravata, perché commessa da più persone riunite; mentre F.S, 40enne di Sezze, e L.M., 49enne di Sonnino, entrambi censurati, dovranno rispondere del reato di violenza o minaccia per costringere a commettere un reato, in concorso col predetto G.S., che risponderà anche dell’aggravante per aver commesso il fatto nel tempo in cui era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale. I provvedimenti sono scaturiti da un’articolata indagine – intrapresa nel giugno 2016 dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Terracina, in stretta collaborazione con la dipendente Stazione di Sonnino – a seguito di due denunce, sporte rispettivamente nella primavera e nell’agosto dello scorso anno, da altrettante vittime che, estenuate dalle continue richieste estorsive dei loro aguzzini, hanno trovato il coraggio di chiedere aiuto alle Forze dell’Ordine. La complessa indagine, che si è sviluppata attraverso un attento monitoraggio dei soggetti finiti sotto la lente degli investigatori ed il successivo sviluppo dei riscontri venuti in rilievo, ha consentito di ricostruire – grazie anche al portato probatorio delle indagini tecniche nel frattempo effettuate – il modus operandi dei due defraudatori che, direttamente o servendosi degli altri due indagati quali esecutori materiali di violenti atti intimidatori, perpetrati anche con l’uso di armi da sparo, hanno tentato in più occasioni, e precisamente dal mese di giugno 2016 al mese di febbraio 2017, di estorcere ingenti somme di denaro o altri beni mobili alle loro vittime e di costringerle a rimettere le querele sporte nei loro confronti. Il più pericoloso e violento fra i quattro è stato individuato in G.S., già noto alle Forze dell’Ordine, poiché autore di numerose spedizioni punitive, consistite anche in efferati pestaggi consumati in pubblica piazza, con il solo scopo di creare un diffuso stato di assoggettamento tra la comunità locale. Nel febbraio del 2015 lo stesso era stato arrestato e successivamente posto agli arresti domiciliari, per aver attinto a fuoco, con una pistola, un giovane di Terracina, gambizzandolo. Ha, poi, continuato nelle sue azioni minatorie e nelle sue “lezioni” anche durante il periodo in cui era sottoposto, per altri reati, alla misura cautelare degli arresti domiciliari e alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale, avvalendosi della longa manus dei due gregari, o addirittura utilizzando lo stratagemma di convocare le vittime presso il suo domicilio. Fondamentale per la rapida e positiva conclusione delle indagini si è rivelata la collaborazione tra le vittime e gli inquirenti, che ha consentito di dare un colpo di maglio a quello che era diventato un ignobile “sistema di soprusi”.

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