3 anni e 20 giorni di reclusione. E’ questa la decisione che il giudice del Tribunale di Latina, Fabio Velardi, ha preso nei confronti di N.S., 43enne cittadino di origini albanesi accusato di aver sparato un colpo in aria nella tarda serata dello scorso 19 marzo in pieno centro a Sezze, tra Ferro di Cavallo e una nota attività commerciale, creando momenti di paura. Proprio la paura scatenata dall’atteggiamento dell’uomo, classe 1973 nativo di Durres, sarebbe stata la causa della condanna. Per il giudice esisterebbe una chiara pericolosità sociale e per questo motivo ha deciso in questo senso che apre le porte del carcere all’uomo, incensurato e convinto che la fase di ricostruzione dei fatti sarebbe poco attendibile. Lo stesso 43enne, muratore nella vita, in aula, difeso dagli avvocati Mauro Calvano e Antonio Orlacchio, ha insistito sulla ricostruzione della dinamica, affermando di non essere stato lui a sparare quel colpo in aria, ma che qualcun altro avrebbe sparato all’interno del Parco della Rimembranza. A supporto di questa tesi l’uomo ha chiesto ripetutamente che venissero rese pubbliche le immagini della videosorveglianza presente nell’attività commerciale e quelle comunali, che a suo dire avrebbero reso vana la testimonianza raccolta qualche minuto dopo i fatti. Ma il giudice ha deciso di non acquisire le immagini e non ha concesso le attenuanti generiche per un reato in cui la pena arriva ad un massimo di 6 anni. La difesa adesso ricorrerà in appello, mentre l’uomo è rimasto in carcere a via Aspromonte.
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