“In numerosi Comuni della provincia di Latina non si è onorata la memoria di tutti quei cittadini italiani che morirono in cavità carsiche denominate foibe”. E’ quanto si legge in una nota di Carlo Enrico Magagnoli, che prosegue: “A perdere la vita furono moltissimi italiani incolpati ingiustamente di appartenere al regima fascista. Furono gettati ancor in vita dentro le foibe per mano dei partigiani del regime comunista di Tito. Le stime anche se contrastanti acclarano che ad essere “infoibati” furono svariati migliaia di italiani mentre altri più fortunati furono imbarcati sulla motonave Toscana che una volta giunta in Italia fu accolta con diffidenza e con disprezzo mettendo all’indice uomini, donne e bambini come fascisti e come coloro che venivano a rubare lavoro. Il tutto per una scellerata propaganda denigratoria portata avanti dal PCI. Questa è la storia. Oggi chi è sopravvissuto alle foibe si è realizzato con molte e notevoli sofferenze sia fisiche che morali, e chi non ha avuto la stessa fortuna oggi non ha neanche quella di essere onorato e ricordato come martire dell’immane tragedia protagonista del secolo scorso. Purtroppo siamo alle solite, in Italia ci sono morti di serie A e morti che non hanno neanche una serie per essere ricordati. E’ doveroso dire che chi è morto per un ideale, qualunque essa sia, va ricordato ed onorato e l’uno non è superiore all’altro, ma sono tutti superiori a noi che godiamo della democrazia che a loro è costata il bene supremo della vita. Sono a fare queste riflessioni poiché anche quest’anno l’amministrazione comunale nulla ha fatto per ricordare questi sfortunati, nulla ha fatto per ottemperare ad una legge dello Stato che sancisce il 10 Febbraio come giorno del ricordo. Ma continua ad ignorare le mie proposte di titolare una piazza ai “Martiri delle Foibe”; recentemente avevo proposto anche di intitolare loro l’ala della pace. Si resta sempre in un silenzio assordante che è ancor più doloroso per coloro che hanno avuto i propri cari trucidati nelle foibe. Sezze città dove ci si riempie la bocca di buonismo, si predica la diversità etnica, si parla di democrazia e di libertà ha perso l’occasione per essere annoverata fra quelle città dove la verità storica viene rispettata ed onorata. Il negazionismo – conclude Magagnoli – anche se silenzioso resta pur sempre tale, ed in questo caso l’amministrazione comunale sta negando una verità storica oramai acclarata ed evidente”.
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