Non potersi lavare, non poter fare una lavatrice, una lavastoviglie, non poter cucinare, aprire un rubinetto e non vedere uscire acqua. Un incubo, un autentico incubo, cui nessuno riesce a porre rimedio. A viverlo, da ormai 40 giorni, un cittadino di Sezze residente nella frazione di Ceriara con la sua famiglia. E’ lui stesso a raccontare il suo calvario a cominciare dal 14 gennaio scorso, quando il contatore dell’acqua si rompe e per lui inizia un’autentica odissea, fatta di burocrazia e di rinvii intollerabili, tanto da costringerlo, ieri mattina, a presentare un formale esposto quantomeno per sollecitare il gestore del servizio idrico, Acqualatina, a ripristinare la situazione e a permettergli di vivere una vita dignitosa. Ieri mattina di buon’ora l’uomo, un 53enne, si è recato presso gli uffici della Polizia Locale di Sezze dove, davanti ad un agente, ha presentato il suo esposto: “Il 14 gennaio 2017 alle 16 circa – si legge nella dichiarazione che l’uomo ha rilasciato ai vigili urbani di Sezze – il contatore dell’acqua a me intestato e posto nel mio cortile è scoppiato per cause a me ignote. Alle 18:30 – prosegue il 53enne setino – ho effettuato la prima segnalazione al gestore Acqualatina al numero verde 800626083, con un operatore che mi confermò un intervento per il 10 febbraio. Non essendo intervenuti ho ricontattato il gestore, il quale mi ha spostato l’intervento prima per il 17 febbraio e successivamente al 24 febbraio”. Una situazione che ha dell’assurdo e che non si spiega se non ipotizzando una serie di spiacevoli equivoci che hanno trasformato una pratica abbastanza semplice, la sostituzione di un contatore, in un’impresa. Ad aggravare la situazione il fatto che il 14 gennaio scorso Acqualatina non si trovava nella situazione emergenziale verificatasi qualche settimana prima, con decine di contatori dell’acqua nel territorio setino esplosi a causa del freddo. Quello del 53enne di Ceriara è esploso per altri motivi e quindi suona già strano un appuntamento a quasi un mese di distanza per la sostituzione, così come lascia perplessi il secondo rinvio. Una situazione insostenibile che ha spinto l’uomo a presentare un esposto e a chiedere, attraverso l’intervento della Polizia Locale, di sollecitare il gestore a ripristinare la situazione, con l’ipotesi, nemmeno tanto nascosta di adire a vie legali per interruzione di pubblico servizio.
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