Emergono nuovi dettagli sul drammatico incidente costato la vita ad Addolorata De Benedittis, Onorina per tutti, la 91enne investita davanti casa, in via Variante a Sezze, il 12 novembre 2015 da una vettura che non si fermò a prestare soccorsi. Vista la gravita del fatto, che aveva destato sconcerto ed allarme tra la cittadinanza, le indagini venivano delegate al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale. Nonostante la penuria dl indizi le investigazioni non solo consentivano di ricostruire la dinamica del sinistro, addivenendo all’identificazione del pirata della strada, ma riuscivano altresì a documentare le modalità con la quale lo stesso, favorito da alcuni conoscenti, si era disfatto del mezzo ed aveva tentato di eludere le investigazioni. L’attività investigativa consentiva infatti di acclarare che Mauro Leggeri, 27enne di Sezze, quella sera, alla guida di una Fiat Uno di colore bianco sprovvista di assicurazione, di proprietà della madre, percorreva via Variante a velocità elevata e non adeguata all’orario notturno ed alle scarse condizioni di visibiltà, in un tratto scarsamente illuminato ed in leggera pendenza, investiva la 91enne che stava rientrando a casa. Lo stesso si allontanava dal luogo del sinistro omettendo di prestare soccorso all’anziana donna; A.T. 26enne, compagna non convivente del Leggeri, durante le indagini ometteva di riferire le circostanze dell’investimento di cui era a conoscenza, e si attivava cercando persone che fossero disposte a fornire false testimonianze finalizzate a fornire un alibi al fidanzato; R.E., 53enne, gestore di un centro raccolta veicoli sito a Maenza, benché consapevole della provenienza delittuosa del veicolo coinvolto nel sinistro mortale, provvedeva alla immediata rottamazione, al fine di occultare le prove. Leggeri è stato sottoposto agli arresti domiciliari in quanto ritenuto responsabile di omicidio con dolo eventuale ed inottemperanza agli obblighi di assistenza in caso di incidente prevista dal codice della strada, poiché dopo aver provocato l’incidente si allontanava repentinamente senza prestare alcun soccorso, accettando pertanto con la sua condotta il rischio di realizzare l’evento criminoso. Agli altri due indagati, sottoposti agli obblighi di Polizia Giudiziaria viene contestato il favoreggiamento personale per le condotte sopra descritte.
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