I lavoratori della cooperativa Le Quadrelle, che a Sezze si occupa delle mense scolastiche, incroceranno le braccia il prossimo 8 febbraio. A confermarlo è Simona Rossi Querin, segretario nazionale della Confederazione dei Lavoratori Associati in Sindacato, che ha spiegato come i dipendenti siano allo stremo delle forze, con una lotta ogni mese per percepire gli stipendi. Dopo lunghe trattative e dichiarazioni di sciopero, vista la continua mancata erogazione degli stipendi da parte della Quadrelle, il sindacato Clas aveva raggiunto un accordo con il Comune di Sezze per l’erogazione diretta da parte dell’ente degli stipendi, dando così un po’ di respiro alle maestranze. “Ad inizio gennaio, abbiamo appreso con estremo stupore, che il Comune non avrebbe più provveduto al pagamento delle retribuzioni, senza preavvisare né il sindacato né i lavoratori, passando di nuovo la palla alla società. L’atteggiamento del Comune – continua Simona Rossi Quertin – ci ha molto meravigliato. Non solo le maestranze non sono state preavvisate della sospensione dei pagamenti da parte dell’ente, ma abbiamo aperto in questo mese due stati di agitazione con relativa procedura di raffreddamento per evitare lo sciopero del personale e il Comune ci ha letteralmente snobbati, non convocando le parti come previsto dalla normativa vigente”. Da qui la decisione di incrociare le braccia il prossimo 8 febbraio. Contro l’atteggiamento del sindaco si è schierato anche Gaetano Leonoro, referente del Partito Comunista Italiano a Sezze, che ha spiegato: “Il sindaco non ha tenuto minimamente in considerazione l’applicazione dell’istituto d’autotutela preventiva e cautelativa. Con i poteri attribuitigli dalla Legge Costituzionale n°3 del 18 ottobre 2001 può esercitare con formale comunicazione l’avvio del procedimento. La normativa trova efficacia nel resistere e/o ostacolare il pignoramento diretto esercitato da Equitalia. Appare invece evidente che l’amministrazione non ha promosso corretta opposizione al giudice ordinario per difendere le retribuzioni delle maestranze cui si fa espresso riferimento. Per meglio salvaguardare i lavoratori – ha concluso Gaetano Leonoro – si consiglia di chiedere sia al sindaco che al direttore dell’I.N.P.S. se l’impresa è in possesso dell’obbligatorio aggiornato D.U.R.C. sin dall’inizio dell’aggiudicazione dell’appalto. Nell’eventualità in cui i contributi previdenziali e d’assistenza non sono stati versati siamo innanzi all’ipotesi di reato di appropriazione indebita”.
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