“Nessuno ci ha avvisato prima che arrivassero”. E’ chiara la posizione dell’amministrazione comunale di Sermoneta in merito ai 29 migranti, poi diventati 27 perché 2 sono tuttora irreperibili, trasferiti nel quartiere di Monticchio, alle porte di del Comune lepino. Gli amministratori hanno chiarito la vicenda nel corso di un incontro organizzato presso il centro civico di Monticchio alla presenza di circa 70 cittadini, visibilmente preoccupati per quello che sta accadendo. Ad aprire il confronto Mauro Battisti, delegato ai Servizi Sociali, che ha spiegato come la cooperativa che li ha in carico, “Il Quadrifoglio”, li abbia sistemati nell’edificio delle vecchie poste, conosciuto dai sermonetani come palazzo Pennacchi. Poi la parola è stata presa dal sindaco Claudio Damiano, che ha esordito affermando come Sermoneta già paghi un gravissimo problema di clandestinità sul territorio, concentrata al confine con Latina scalo. Damiano ha stigmatizzato alcune accuse strumentali, sottolineando come dal 2014 ad oggi si siano fatti tre incontri sul problema migranti. Damiano si è detto sconcertato soprattutto dal metodo: “Il 14 una prima comunicazione informale, inviata solo al nostro Ufficio Anagrafe, da parte della cooperativa, che ci parlava dell’arrivo di 5 migranti, il 18 la lettera sulla collocazione di altri 7, poi una lettera il 21, una il 24. Fino all’ultima comunicazione che porta ad un totale di 29, 27 perché due sono già spariti. Nessuna comunicazione ufficiale da parte della Prefettura o della stessa cooperativa. L’aspetto grave credo sia questo”. Il primo cittadino, prima di raccogliere gli interventi del pubblico presente, ha messo in risalto alcune problematiche inerenti la sicurezza sul suo territorio, con o senza la presenza dei migranti, con soli 4 vigili presenti a coprirlo: “Non parto – ha spiegato il sindaco – dal presupposto che siano delinquenti, nella maniera più assoluta. Ma parto dal presupposto che il territorio ha bisogno di maggiore sicurezza. Quindi non posso accettare una forzatura simile. Occorrono sinergia, senso di partecipazione e sicurezza. Non è pensabile che l’attuale sistema possa reggere. Presenterò una lettera scritta al Prefetto e al Ministero degli Interni nel prossimo consiglio comunale”. Tra le proposte avanzate quella di costituire una delegazione di amministratori e cittadini per rendere nota la posizione al Prefetto, invitato ma assente nell’incontro di martedì.
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