“Quello che era un dibattito interno ad un gruppo spontaneo di cittadini è assurto alle cronache politiche e giornalistiche di Sezze. Potenza dei social”. Entrano nel merito Fabrizio Paladinelli, Gustavo Giorgi, Lidano Damiani e Luigi De Ciantis, membri del Direttivo del Circolo Arcobaleno Pontino di Legambiente e 4 dei 6 componenti, fino alla espulsione, del Gruppo in Difesa dei Beni Archeologici di Sezze. Un allontanamento in cui, stando a quanto si apprende, sarebbe stata fondamentale la loro adesione al movimento SezzeBeneComune. Proprio i firmatari di una lunga nota spiegano: “Sezze Bene Comune nasce come insieme di persone, molte delle quali provenienti dal mondo delle associazioni, impegnate nell’individuare una proposta politica, originale, partecipata e aperta a tutti coloro che vogliono contribuire a valorizzare le risorse di Sezze. A nessuno è stato impedito di far parte di questa nuova esperienza; chi non ne condivide il percorso, legittimamente, non ha intrapreso questa strada. Si sta proseguendo a fomentare, unilateralmente, la polemica attraverso la diffusione via posta elettronica e siti internet di cose non vere. Non è vero – entrano nel dettaglio i 4 firmatari della nota – che Legambiente è entrata a far parte del movimento. Non è vero che si è lasciata una scia di equivoci mai chiariti ed utilizzati modi sleali facendo credere chissà cosa, in quanto il confronto interno al Gruppo in Difesa dei Beni Archeologici ha ampiamente dibattuto la possibilità di impegnarsi direttamente in una ipotesi politica arrivando alla conclusione condivisa che, non essendoci il consenso di tutti i partecipanti al gruppo. E’ vero – prosegue la nota – che la decisione di sospendere le escursioni è stata presa unilateralmente ed arbitrariamente da Ignazio Romano ed è vero che fino all’ultima uscita al Lago delle Mole Muti e per oltre un anno il Gruppo ha visto la partecipazione attiva per l’organizzazione al massimo di 6 persone”. Secondo i 4 firmatario non è delegabile ad alcuno il progetto che farà di Sezze una città viva, interessante e nuova, gelosa e custode del proprio patrimonio, da qui l’impegno diretto nel progetto per una città visibile e vivibile: “Questo documento – conclude la nota – è stato redatto dopo che il direttivo di Legambiente è stato informato dei fatti e dallo stesso autorizzati a redigerlo. Per quanto ci riguarda la vicenda si chiude qui, raccomandiamo solo di non insistere nell’affermare cose non vere e non dimostrabili frutto solo di illazioni ed interpretazioni personali ed individuali”.
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