Pontinia Ecologia e Territorio torna a parlare di emissioni odorigene moleste e roghi dolosi provenienti dalla discarica di Borgo Montello. “Nella serata del 29 agosto, come spesso accade agli impianti di trattamento rifiuti, specialmente in occasione di “particolari” difficoltà per il rinnovo o la scadenza di autorizzazioni nella regione Lazio c’è stato un rogo doloso anche nei pressi della discarica di Borgo Montello, si ritiene opportuno vigilare affinchè non si ripetano ulteriori episodi. L’incendio è avvenuto nei pressi dell’impianto a biogas, quali potevano essere le conseguenze? Nella notte dalle 23 del 30 fino oltre l’1 del 31 agosto forti emissioni odorigene moleste dalla discarica di Borgo Montello verso le residenze in via Monfalcone. Se dopo anni, udienze di processi, sopralluoghi, conferenze dei servizi, documentazione prodotta comune e provincia di Latina continuano a ritardare le richieste di accesso agli atti, anche solo per spiegarne le motivazioni, quando la norma attuale ha escluso tale aspetto, se ci hanno ricevuto e invitati al parlamento europeo a Bruxelles, nella commissione contro le ecomafie bicamerale, alla Pisana non deve meravigliare l’assenza di qualsiasi intervento locale in difesa delle persone, dei cittadini e delle aziende da decisioni sbagliate delle Istituzioni. Se dopo l’evidente e riconosciuto disastro ambientale ancora si privilegia al rispetto della vita umana, alla tutela dei diritti civili e sociali, alle garanzie costituzionali l’aspetto burocratico le risposte alla mancata prevenzione e tutela della salute pubblica, che sarebbero un obbligo istituzionale per comune e provincia, non so quali possano essere.Un mese e mezzo fa i cittadini di via Monfalcone sono stati ricevuti dal Sindaco di Latina Damiano Coletta che aveva promesso un intervento. Se l’amministrazione comunale si dice sia l’espressione del “bene comune”, ai cittadini di via Monfalcone diventa legittimo pensare che se “Cristo si è fermato ad Eboli”, il “bene comune” o anche solo “bene” e “comune” forse si sono fermati in via Piave, di sicuro non sono arrivati dalle famiglie torturate dalla discarica. Si chiede pertanto che tale disagio ripetuto deve essere considerato nella valutazione di impatto ambientale per gli impianti sottoposti a valutazione di impatto ambientale che, se continuano a generare tale situazione con i conferimenti pressochè interrotti da circa 1 anno è facile immaginare cosa succederà se e quando, nonostante non si ritiene ci siano le condizioni di legge, la regione Lazio intendesse approvare l’ennesimo conferimento di rifiuti nel sito. Si ribadisce agli Enti competenti l’urgenza più volte rappresentata e riconosciuta dagli stessi Enti di delocalizzar le persone oltre alla prevenzioni di tali fenomeni di inquinamento”.
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Silvana Martino




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