Non è stata ancora riaperta, nonostante il limite di tempo per effettuare i lavori sia scaduto, la Strada Regionale 156 dei Monti Lepini, il nuovo ed il vecchio tracciato entrambi chiusi lo scorso 2 febbraio. Sulla vicenda è intervenuto Luigi Gioacchini del Movimento Libero Iniziativa Sociale, che ha spiegato: “In una decina di metri hanno incanalato la ferrovia a doppio binario, l’alta tensione, la strada, la montagna, il terreno paludoso adiacente il lago, il fiume, l’acquedotto delle Sardellane e le relative condotte. A fare da cornice a tutto questo un pericoloso muro in cemento armato, dello spessore di alcuni centimetri, che dovrebbe separare, in piena curva, la strada dalla ferrovia. Nemmeno se l’avessero fatto apposta sarebbero riusciti a mettere insieme, in una manciata di metri, così tanti pericoli. E mentre non oso nemmeno scrivere ciò che potrebbe accadere qualora si verificasse un “imprevisto”, tace RFI (Rete Ferroviaria Italiana), tace il Comune di Sezze, tace Acqualatina, tace la Regione Lazio, tacciono le ASL, tace il Ministero delle Infrastrutture, tacciono le associazioni di categoria e tutti gli organi di controllo istituzionali. E tace Zingaretti – conclude la nota di Luigi Giacchini – che, ad oggi, non si è nemmeno degnato di rispondere alle interrogazioni del consigliere Fabrizio Santori”.
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