Il Comune di Sezze, come probabilmente molti altri enti in Italia, dovrà pagare la tassa di concessione governativa sugli abbonamenti per la telefonia mobile. E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, che è entrata nel merito di un contenzioso che vedeva opposti l’ente e una compagnia telefonica che voleva riconosciuto il pagamento della tassa di concessione governativa su una serie di contratti stipulati con il Comune. In prima battuta il Comune di Sezze aveva vinto, ma la sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione ha annullato la sentenza della Commissione Tributaria dello scorso 24 giugno 2013, che inizialmente aveva dato ragione al Comune. Il ricorso della società telefonica è stato accolto dalla corte presieduta dal presidente Marcello Iacobellis, mentre a ricoprire la carica di relatore c’era Roberto Giovanni Conti. La commissione tributaria regionale aveva ritenuto che a seguito della liberalizzazione della fornitura di servizi di comunicazione elettronica e della conseguente abolizione del relativo regime di concessione governativa, sarebbe venuta meno proprio lo stesso presupposto impositivo della tassa. Da qui la decisione di non far pagare il Comune e la conseguente impugnazione della sentenza da parte del gestore telefonico. La sesta Sezione Civile, invece, ha ritenuto che la tassa (anche alla luce di recenti sentenze sullo stesso argomento) debba essere pagata anche dagli enti pubblici. Il Comune dovrà, quindi, versare circa 8.000 euro per la tassa di concessione governativa.
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