Sconterà la sua pena in Italia Ionita Danut, il 34enne romeno arrestato 4 mesi fa e sul quale pendeva un mandato di arresto europeo in quanto condannato a 4 anni di reclusione dalla Corte di Giustizia del Tribunale di Vrancea (Romania) per furto pluriaggravato, un furto di attrezzi agricoli dall’interno di una casa di campagna e la relativa sentenza, diventata nel 2007 irrevocabile. Ad arrestarlo, nel corso di servizi appositamente predisposti per la ricerca di soggetti colpiti da provvedimenti di cattura, erano stati gli uomini del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Latina, che avevano fermato il mezzo sul quale viaggiava (un furgone Nissan con targa italiana) mentre si stava recando presso un cantiere della periferia romana ove da alcuni mesi stava lavorando per conto di una ditta edile. Dalla perquisizione nella sua abitazione risultavano altri documenti di identità (una carta di identità romena ed una patente di guida romena) nei quali c’erano delle generalità ed una data di nascita differente rispetto ai documenti che erano stati esibiti poco prima nel corso del controllo. Il successivo accertamento presso la Divisione Sirene (l’ufficio nazionale che in Italia si occupa di tutte le ricerche compiute con l’ausilio del Sistema d’informazione Schengen) consentiva di appurare che l’interessato era latitante dal 2007. Immediata è scattata la richiesta di estradizione, che nei giorni scorsi la Corte di Cassazione ha rigettato. Il motivo principale che ha indotto i giudici a negare l’estradizione e a permettere al cittadino romeno di scontare la sua pena in Italia è il fatto che l’uomo ha in Italia i suoi complessivi interessi familiari e personali, vive da anni a Sezze ed ha registrato anche sua figlia nell’anagrafe del Comune lepino. Le false generalità, infine, non gli sarebbero servite per compiere azioni illecite in Italia.


