Quote dei privati acquisibili dai Comuni? Siamo sicuri che questa sia la soluzione da adottare a vantaggio dei cittadini? E’ questa la domanda che si pone Luigi Gioacchini, esponente del Movimento Libero Iniziativa Sociale. La proposta lanciata dai Comitati per l’Acqua Pubblica e tenuta in considerazione anche dal sindaco di Sezze, che ne studierà la fattibilità, non convince l’esponente del movimento politico, che spiega: “Per l’ennesima volta queste società sono meri strumenti di potere, nei quali la “res publica” è stata trasformata e resa più privata del privato. Basti pensare alle decisioni che prendono e alle assunzioni per chiamata diretta. Poi, diciamo che anche in ciò che afferma l’esponente di Forza Italia che ha chiesto la convocazione di un consiglio provinciale ad hoc c’è qualcosa di strano: vuole cambiare ma al tempo stesso ammette che Acqualatina ha agito al meglio. Perché allora vuole cambiare?” La situazione tocca anche Sezze: “Dondi e Acqualatina non hanno mai smesso di far pagare la depurazione, come se il servizio funzionasse. Per quale motivo i cittadini, tramite due finanziamenti milionari, uno regionale e uno comunale, si devono sobbarcare anche la spesa di un nuovo depuratore mentre loro si prendono i soldi delle bollette? L’unico ente veramente pubblico, in questo enorme sistema che sembra insistentemente preferire i carrozzoni, è la Regione Lazio, o meglio l’assessorato regionale. Quindi se davvero si vuole ri-pubblicizzare della gestione dovrebbe occuparsene l’assessorato regionale, indicando ai Comuni come si effettua il servizio. Chi è in grado lo faccia, chi non è in grado venga commissariato. Il sezzese, con una politica avveduta e fuori dagli interessi di parte, l’acqua ce l’avrebbe praticamente gratis. E invece la paga, profumatamente. E adesso vogliono farci pagare ulteriormente una cosa che pubblica non è e che in questo modo non lo sarà mai, ma sarà sempre un mero strumento di potere nelle mani dei soliti noti. Piuttosto – conclude l’esponente del Mlis – sarebbe il caso di capire perché Veolia ha deciso di andare via. E sarebbe opportuno anche conoscere dettagliatamente come Veolia abbia ottenuto quelle quote e come abbia maturato i debiti. Quella della società francese potrebbe anche dimostrarsi essere carta straccia. Quindi, piuttosto che fare una corsa in ritardo sulle quote in vendita, perché non dicono ai cittadini quale sarà il reale vantaggio sulle bollette, ammesso che ce ne sia uno, dopo questo ennesimo esborso? Di quanto diminuirebbero le bollette stesse?”.
Sezze, il Mlis interviene sulla possibilità di acquistare le quote dei privati in Acqualatina


