Furti, non solo di trattori, attrezzature e gasolio agricolo, ma anche di carciofi. Illegalità diffusa, macellazioni clandestine, vù cumprà e venditori abusivi che spacciano come sezzesi carciofi di dubbia provenienza, riciclaggio di materiale rubato. Sono solo alcune delle criticità che Vittorio Del Duca, presidente della locale sezione della Coldiretti, porta all’attenzione di chi di competenza, affinché si faccia qualcosa in breve tempo per tutelare la campagna setina: “Discariche abusive persino nei secchioni dell’immondizia, dove ormai viene scaricato di tutto: amianto, materiali liquidi e solidi, pericolosi, che andrebbero smaltiti per altre vie. La situazione – spiega Del Duca – sta diventando drammatica. Anche la campagna chiede misure urgenti di sicurezza, non chiacchiere. I carciofi – entra nel dettaglio l’esponente di Coldiretti – vengono strappati alla pianta con movimento di rotazione e non con il coltello, come in uso dall’agricoltore. Si fa per fare prima, poco importa se si danneggia la pianta. I pneumatici e le batterie per auto – prosegue Del Duca commentando una photogallery che non lascia spazio all’ìimmaginazione – vanno smaltite diversamente, ma gli elettrodomestici e quant’altro di ingombrante di uso domestico vengono ritirati a casa gratuitamente dalla società municipalizzata Servizi Pubblici Locali spa. Basterebbe una telefonata. Dalle corna, trasportate in strada presumibilmente da qualche animale, si evince che si tratta di un bue di razza maremmana. Questa razza bovina, una volta diffusa in pianura come buoi da lavoro, oggi si trova solo nelle colline circostanti e in montagna. Gli animali e il vento – conclude l’allarme di Vittorio Del Duca – trasportano l’immondizia, depositata fuori dei cassonetti, nelle proprietà private”.
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