Ma non siamo nell’era di Acqualatina? Perché continuano ad arrivare bollette della Dondi? Il sindaco non aveva detto di non pagarle e che avrebbe presentato un esposto in Procura? Sono queste le domande che in questi giorni si stanno facendo diversi cittadini di Sezze, che si sono visti recapitare una nota, su carta intestata di uno studio legale di Bari, nella quale si chiede di pagare alla società veneta una somma per un non meglio specificato conguaglio. In caso contrario si minaccia l’attivazione delle varie procedure legali: “E’ l’ennesima dimostrazione – ha spiegato Luigi Gioacchini del Movimento Libero Iniziativa Sociale – che amministratori come quelli che si avvicendano da tempo al potere di questa città ci hanno messi nelle mani di ogni sorta di “avventuriero”. Ma non era stato lo stesso sindaco, il 27 aprile dello scorso anno, a dire ai cittadini che la Dondi non poteva più chiedere soldi ai setini, minacciando anche di presentare un esposto in Procura? Qui tutti chiedono soldi, dalla Dondi che non ne avrebbe diritto, alla A&G che minaccia risarcimenti milionari, fino ad Acqualatina, che continua ad inserire in bolletta la depurazione quando i cittadini stanno già pagando per il nuovo depuratore e, solo per dirne una, chiede 100 euro per una voltura non si capisce a che titolo. E adesso, nonostante le minacce di adire a vie legali, una società che non gestisce più il servizio si permette il lusso di chiedere ancora soldi ai cittadini, mentre gli amministratori guardano e non muovono un dito”.
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