Il sindaco di Rocca Massima si mobilita contro l’approvazione della legge che stabilisce il limite minimo di 5mila abitanti perché un comune possa continuare ad esistere. Una mobilitazione che parte dal comune più alto dei Lepini ma che vuole estendersi e organizzare tutti i piccoli comuni italiani, circa 8mila, per fare un fronte unico contro il disegno di legge Lodolini. “La proposta di legge – spiega Angelo Tomei – prevede che le Regioni obblighino i piccoli comuni alla fusione, pena la decurtazione del 50 percento dei trasferimenti statali. Insomma o ti fondi o ti taglio. Così, in base solo ai numeri, viene stabilito per legge dove è bello vivere creando macro aree artificiali prive di identità e tradizione in nome di un’economie di scala. Che importa se si cancella il Comune, se il sindaco da salutare (o criticare) per strada non c’è più, se chi ti governa diventa un anonimo tecnico, lontano decine e decine di chilometri da dove vive il cittadino”. Il sindaco di Rocca Massima, nonché membro Anci Piccoli Comuni, alla fusione e cancellazione per legge proprio non ci sta. “Se l’aggregazione serve a migliorare la qualità della vita, ben venga, ma deve partire dal basso e con la volontà della comunità. Non sottovalutiamo l’importanza della presenza di rappresentanti dei territori: chi è sotto i 5mila abitanti e vive in zone rurali non ha diritto ad avere un rappresentante? Un assessore prende 50 euro, un consigliere comunale zero. E’ questo il risparmio? Nei piccoli comuni gli abitanti non delegano le scelte e in massa vanno a votare (oltre l’80% nelle ultime elezioni a Rocca Massima). Le amministrazioni con i loro sindaci sono l’ultimo baluardo di questi territori. Con la fusione verrebbe meno la storia, il senso, le eccellenze di questi preziosi territori italiani. La protesta – tuona Tomei – è partita a macchia di leopardo, ma è giunto il momento di un organizzarci. Da questo momento organizzeremo incontri, banchetti di informazione per spiegare i motivi della nostra contrarietà, inviteremo gli altri piccoli comuni ad unire le nostre voci e chiederemo solidarietà ai sindaci dei comuni sopra i 5mila abitanti”.
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