Il Giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Cairo ha rinviato a giudizio Angela Coluzzi, dirigente comunale a Bassiano, Roberto Salvatori, comandante della Polizia Municipale di Cori, Maurizio Longo, esperto di autonoleggio, e 8 tassisti imputati per falso in un troncone del processo per corruzione in corso a Roma relativo al presunto giro di mazzette pagate per ottenere le licenze per il servizio di Noleggio Con Conducente nel Comune di Bassiano. I fatti risalgono al 2011 e riguardano la presunta corruzione dei membri della commissione presieduta dalla Coluzzi per l’ottenimento di licenze oggetto di un bando che ai tempi del sindaco Cacciotti deliberò di assegnare 14 licenze, un numero più che cospicuo e che destò più di un sospetto. La questione è finita anche in un’interrogazione parlamentare dopo la segnalazione dell’avvocato Giuseppe Fonisto del movimento civico Grande Bassiano al Prefetto di Latina con la quale si chiedeva che nei confronti della dirigente rinviata a giudizio per corruzione venisse applicata la legge 97/2001, che prevede la sospensione dal servizio per i pubblici dipendenti rinviati a giudizio per gravi reati commessi in danno delle amministrazioni da cui dipendono. Lo stesso Fonisto, in considerazione del nuovo rinvio a giudizio, ha confermato che lunedì tornerà a sollecitare gli organi competenti per un intervento immediato ed ha aggiunto: “Il Comune ora nelle mani di Domenico Guidi, dopo oltre un anno dal precedente rinvio a giudizio per corruzione, continua a rimanere inerte e a nulla sinora è valso rivolgersi al Prefetto. Speriamo che dopo quest’altro rinvio a giudizio qualcosa si muova e speriamo che si concludano presto gli accertamenti sollecitati alla Polizia Municipale per revocare le licenze che, nonostante i processi in corso, continuano a essere utilizzate dagli stessi autisti coinvolti nel processo, così da porre finalmente la parola fine a quello che è un vero proprio scandalo”. A parlare dopo il rinvio a giudizio per presunta violazione dell’articolo 479 del Codice Penale “Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici” in concorso, è l’avvocato Luigi Pescuma, difensore di Angela Coluzzi e di Roberto Salvatori: “Ai miei assistiti viene contestato di aver sbagliato a formare la graduatoria finale attestando circostanze non attinenti al vero. Ma la commissione aveva solo il compito di stilare una graduatoria, non di controllare e verificare (sarebbe stato compito del Comune in un secondo tempo, qualora le carte non fossero state sequestrate) la veridicità delle informazioni fornite dai richiedenti. Quindi – ha concluso il legale – sono convinto che alla fine i miei assistiti saranno scagionati e che smetta questa sorta di vessazione mediatica”. Il processo inizierà a Latina davanti al giudice Silvia Artuso il 2 dicembre prossimo.
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