Telecamere sì, telecamere no. E se fosse telecamere gestite direttamente dall’ente? Sembra leggersi questo nell’iniziativa che la giunta ha deciso di intraprendere nei giorni scorsi, attraverso la richiesta di un finanziamento da parte della Regione Lazio, che potrebbe risolvere la delicata questione sollevata dai Grillini sulle riprese video dei lavori consiliari cui, dopo la complicata applicazione del nuovo regolamento, mancano ancora alcune autorizzazione da parte dei presidenti. Il Comune potrebbe aver risolto la faccenda attraverso l’accesso ad un finanziamento regionale sulla sistemazione dell’impianto audio della sala intitolata ad Alessandro Di Trapano. Microfoni vecchi, alcuni dei quali non più funzionali, rendono complicata la gestione del sistema e il Comune ha chiesto alla Regione un finanziamento incentrato sulla trasparenza dell’azione amministrativa e della partecipazione dei cittadini, nel rispetto della normativa vigente. Tra le richieste per l’impianto audio (microfoni, pulsantiere e un nuovo computer per gestirle), però, c’è anche un paragrafo dedicato al video: “Attualmente alle sedute del consiglio – si legge nella deliberazione originale di giunta – oltre ai politici e agli addetti alla stampa partecipano altre persone e pertanto si rende opportuno avvalersi di strumenti tecnologici innovativi che incentivino i politici e gli amministratori in genere ad accrescere il loro grado di responsabilità quali rappresentanti politici, avvicinandoli al cittadino e rendendo la loro attività visibile e trasparente. E’ opportuno, al fine di garantire una maggiore diffusione delle attività dell’amministrazione, procedere alla ripresa audio-video delle sedute del consiglio in maniera efficiente, al fine della diffusione delle stesse sul web, in attuazione dei principi di trasparenza e pubblicità e al fine di promuovere la partecipazione diretta e l’informazione libera dei cittadini all’attività politico-amministrativa”. Insomma, due piccioni con una fava. La proposta, già avanzata quando si doveva cambiare il regolamento, adesso sembra fattibile. Il Comune, in questo modo, eviterebbe di finire sui giornali per le dichiarazioni dei Grillini in merito all’operazione “Fiato sul collo” e, allo stesso tempo, ne uscirebbe nella massima trasparenza. Il progetto è stato approvato e la giunta ha designato il dirigente dell’Area Tecnica responsabile alla realizzazione dei lavori, inoltrando la richiesta alla Regione.
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